Chieti. Pubblicato su Nature Reviews Psychology il primo studio sistematico sui meccanismi attraverso cui le arti migliorano la salute mentale. La ricerca, co-firmata dal Prof. Pier Luigi Sacco della “d’Annunzio”, accompagna il lancio del Centro BACH dell’Ateneo, tra i più avanzati in Europa nel campo delle arti per la salute.
È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Psychology, edita da Springer Nature, l’articolo “Mechanisms underpinning the mental health impact of arts engagement”, firmato da Daisy Fancourt (University College London), Argyris Stringaris (University College London e National and Kapodistrian University of Athens) e Pier Luigi Sacco (Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara). Si tratta della prima rassegna sistematica che identifica e organizza cinquanta meccanismi causali attraverso i quali la partecipazione alle attività artistiche produce effetti misurabili sulla salute mentale, attingendo a evidenze provenienti dalla psicologia, dalle neuroscienze, dalla psicobiologia e dalle scienze sociali. Lo studio propone un cambio di paradigma rispetto alla ricerca precedente, che tendeva a cercare singole spiegazioni per effetti complessi.
Gli autori dimostrano che l’impatto delle arti sulla salute mentale è il risultato di una rete interconnessa di processi che operano simultaneamente a livello psicologico, neurologico, biologico e sociale, dalla regolazione emozionale alla riduzione dei marcatori neuroinfiammatori, dalla neuroplasticità indotta dall’esposizione artistica al rafforzamento dei legami sociali.
Un contributo teorico particolarmente innovativo è il concetto di “arts exposome”, che invita a considerare non singoli interventi artistici isolati, ma la totalità delle esposizioni artistiche nella vita quotidiana di una persona come determinante complessiva della salute mentale. La pubblicazione coincide con il lancio ufficiale del Centro di Ateneo BACH – Biobehavioral Arts and Culture for Health, sustainability and social cohesion dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, diretto dal Professor Sacco. Il Centro BACH coinvolge tutti i Dipartimenti dell’Ateneo in un’architettura di ricerca interdisciplinare che integra neuroscienze, scienze comportamentali ed economiche, scienze della salute, scienze del progetto, scienze sociali e humanities. Si posiziona come uno dei centri più avanzati in Europa per lo studio dell’impatto delle arti e della cultura sulla salute, sul benessere e sullo sviluppo socioeconomico, con collaborazioni internazionali attive che includono tra le altre University College London, Harvard University e numerose istituzioni europee impegnate nella ricerca sulle politiche culturali e sulla prescrizione sociale.
“Questo articolo segna un punto di svolta per il campo. – dichiara il Professor Pier Luigi Sacco, co-autore dello studio e direttore del Centro BACH dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara – Per la prima volta disponiamo di una mappa dettagliata dei meccanismi attraverso cui le arti agiscono sulla salute mentale, qualificandosi come una fondamentale risorsa di benessere collettivo. Il Centro BACH della “d’Annunzio” nasce esattamente per sviluppare questa linea di ricerca con il rigore e la scala necessari: la struttura interdipartimentale dell’Ateneo ci offre una combinazione unica di competenze che ci consente di affrontare la complessità di questi fenomeni in modo realmente integrato”.



