Castel di Sangro. Nonostante giorni di maltempo intenso, Castel di Sangro supera senza danni una nuova prova sul fronte della sicurezza idraulica, confermando l’efficacia degli interventi di prevenzione messi in campo negli ultimi anni.
“La sicurezza e l’incolumità delle persone rimangono la priorità assoluta per l’amministrazione comunale di Castel di Sangro, territorio attraversato da tre fiumi”, dichiara il sindaco Angelo Caruso, intervenendo sull’emergenza che ha interessato anche l’area dell’Alto Sangro.
Il centro turistico-montano, attraversato dal fiume Sangro, dal torrente Zittola e dal Rio Torto, non si è fatto trovare impreparato. A fare la differenza è stata la manutenzione costante del reticolo idrografico, che ha consentito di mantenere sotto controllo i livelli dei corsi d’acqua, evitando criticità anche nei punti più sensibili.
Un risultato che segna un cambio di passo rispetto al passato. L’alluvione del primo dicembre 2010 resta uno spartiacque nella memoria del territorio: il Sangro esondò in più punti, con una portata di 170 metri cubi al secondo, causando danni per oltre 1,2 milioni di euro tra infrastrutture distrutte e attività colpite. Episodi critici si registrarono anche negli anni successivi, tra il 2013 e il 2015.
Oggi, invece, la situazione è rimasta sotto controllo. “Se in questi giorni la situazione è rimasta nella norma, si deve proprio alla gestione e manutenzione dei corsi d’acqua, in particolare lungo lo Zittola, spesso soggetto a innalzamenti repentini”, prosegue Caruso, sottolineando come non si siano registrati danni a persone o cose.
Gli interventi hanno interessato circa cinque chilometri di tracciato tra il Ponte Zittola e il Ponte Nuovo, con operazioni mirate alla regimazione delle acque e alla messa in sicurezza di strade, abitazioni e attività agricole. “C’è un punto di equilibrio da trovare tra la salvaguardia della pubblica incolumità e la necessità manutentiva”, conclude il primo cittadino.
Sui lavori, tuttavia, si è aperto un fronte di confronto con il WWF, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Sulmona e ai Carabinieri Forestali. L’associazione contesta l’utilizzo di mezzi meccanici per la rimozione della vegetazione ripariale in un’area limitrofa alla Zona Speciale di Conservazione Pantano-Zittola, evidenziando la possibile assenza della Valutazione di Incidenza Ambientale.
Secondo gli ambientalisti, tali interventi potrebbero incidere su specie protette come la lontra, l’ululone dal ventre giallo e il tritone crestato italiano. Pur riconoscendo l’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, il WWF richiama la necessità di interventi compatibili con la tutela degli ecosistemi, suggerendo approcci di rinaturalizzazione delle sponde in linea con le direttive europee.
Un confronto che resta aperto, tra esigenze di sicurezza e tutela ambientale, in un contesto sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.



