Silvi. La frana di Contrada Santa Lucia a Silvia Paese sembra dare una tregua ai cittadini ma l’allerta resta massima. Il bilancio del disastro idrogeologico è pesante: sono 18 le unità abitative che sono state coinvolte nella frana, per un totale di 32 persone sfollate.
Degli otto edifici colpiti, tre sono completamente crollati, tre risultano gravemente lesionati e due sono stati sgomberati preventivamente.
In queste ore i tecnici della Protezione Civile stanno posizionando sensori di precisione sul versante superiore del fronte franoso per monitorare in tempo reale eventuali nuovi scivolamenti. Preoccupano le condizioni metereologiche che potrebbero, a causa di nuove precipitazioni previste, tornare a favorire lo slittamento della frana.
In via precauzionale resta in vigore l’ordinanza di non accedere al polo scolastico che comprende l’asilo, la scuola primaria e la palestra. Il rione Santa Lucia rimane una ‘zona rossa’. Per la giornata di domani è prevista una riunione strategica tra l’amministrazione comunale, la Provincia di Teramo, l’Aca e l’Enel con l’obiettivo di rivalutare il ripristino dei sottoservizi e considerare l’apertura di un tratto della provinciale 29, arteria vitale per il borgo.
“La priorità in questo momento non è solo il reperimento delle risorse, ma comprendere con esattezza le cause del fenomeno per poter intervenire in modo efficace – ha dichiarato il presidente della Regione Marco Marsilio. “Il crollo dell’abitazione, avvenuto in poche ore, ha evidenziato un’evoluzione imprevedibile del fronte franoso, che si è spostato rispetto alle aree inizialmente considerate più esposte. Si temeva per altri edifici, ma la frana ha seguito una dinamica diversa – ha concluso Marsilio – ed è per questo che attendiamo le valutazioni di geologi, ingegneri e tecnici per individuare le cause precise”.



