Pescara. Dopo la pausa legata alla campagna elettorale, riparte il programma di estensione del porta a porta nelle aree centrali di Pescara. Secondo quanto riportato oggi dalla stampa locale, il servizio entrerà nel vivo a partire da metà maggio e sarà accompagnato dall’installazione di nuove isole ecologiche informatizzate.
Un segnale che arriva dopo mesi di proteste, segnalazioni e mobilitazioni dal basso, culminate nella petizione promossa dal Movimento 5 Stelle insieme ad ACU Abruzzo (Associazione Consumatori Utenti), che raccolse oltre 2.350 firme in pochi giorni.
“Se oggi si torna a parlare di isole ecologiche informatizzate anche nelle zone centrali – dichiara il capogruppo M5S Paolo Sola – è evidente che qualcosa si è mosso grazie alle pressioni dei cittadini e al malcontento suscitato soprattutto a Porta Nuova dal servizio avviato finora da Ambiente SpA su indicazione dell’amministrazione comunale. È un primo passo nella giusta direzione, ma non può bastare. Il nuovo assetto annunciato, infatti, prevede un rafforzamento del sistema proprio nelle aree più dense della città, dove il porta a porta ha mostrato negli ultimi mesi tutte le sue criticità: accumuli di rifiuti, difficoltà per anziani e famiglie, disagi per attività commerciali e problemi igienico-sanitari nei periodi più caldi”
“Continuare ad applicare un modello rigido in contesti ad alta densità abitativa – prosegue Sola – significa ignorare la realtà. Finalmente Masci si è reso conto delle problematiche emerse e, ovviamente senza citarlo, inizia ad introdurre un modello proposto dal M5S in ogni sede e in ogni comunicazione pubblica: le isole ecologiche informatizzate. Il porta a porta va adattato, non imposto. Le isole ecologiche informatizzate devono diventare una componente strutturale del sistema, non una soluzione tampone”.
Per questo il Movimento 5 Stelle rilancia una proposta concreta, già avanzata nei mesi scorsi: aumentare in modo significativo il numero delle isole informatizzate nelle zone più popolose della città, per alleggerire il carico sulle utenze e rendere il servizio più efficiente e sostenibile.
“Serve un cambio di passo vero e un piano di estensione di queste strutture informatizzate non solo nel centro cittadino. Pensiamo ai quartieri di Porta Nuova, Pescara nord, la zona ospedale, Pescara sud e Villaggio Alcyone e la zona di San Donato. Per non dimenticare le vie, come ad esempio Via Marco Polo, in cui le tante attività di ristorazione presenti non dispongono degli spazi interni necessari per riporre i bidoni consegnati da Ambiente, costringendole a tenerli costantemente su strada. Solo così, quindi – aggiunge il consigliere pentastellato – si può ridurre l’impatto del porta a porta nei quartieri più densamente abitati e commercializzati e garantire un servizio dignitoso per tutti. E se l’obiettivo temporale per completare il servizio è metà maggio, ci sarebbe tutto il tempo necessario per coinvolgere i cittadini nella valutazione di quante strutture di questo tipo servirebbero nei singoli quartieri”.
Il tema, sottolinea il M5S, non è ideologico ma pratico: costruire un sistema di raccolta che funzioni davvero, tenendo conto delle caratteristiche dei quartieri e delle esigenze dei cittadini.
“Non si tratta di dire sì o no al porta a porta – conclude Paolo Sola – ma di smettere con le scelte calate dall’alto e iniziare ad ascoltare la città. Le 2.350 firme raccolte non erano una protesta sterile, ma contenevano anche proposte per soluzioni alternative che ora, a distanza di mesi, cominciano ad attecchire. Quella dei cittadini è una richiesta chiara: più equilibrio, più flessibilità, più rispetto per chi ogni giorno vive questi disagi”.



