Popoli Terme. Serve una strategia chiara e tempi certi per il rilancio dell’ospedale di Popoli Terme. È la richiesta avanzata dal consigliere regionale Antonio Di Marco insieme al consigliere provinciale Gianni Chiacchia e al medico rianimatore Carmine Di Carlo, intervenuti nel corso del Consiglio straordinario del 18 marzo.
“A Popoli esiste una criticità evidente e non più rinviabile: manca ancora una data certa per la conclusione dei lavori e continuo ad attendere un cronoprogramma preciso”, afferma Antonio Di Marco. “A questo si aggiunge un’organizzazione del presidio che, per quanto emerso, non appare ancora adeguata”, prosegue.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una struttura oggi poco fruibile, pur con personale altamente specializzato, ma senza spazi idonei e con organici insufficienti”, sottolinea Di Marco. “Parliamo di un ospedale che resta un punto di riferimento fondamentale per la Val Pescara e per le aree limitrofe. Serve una visione politica seria, concreta e unitaria”, aggiunge.
“Per fare chiarezza sulla chiusura della Rianimazione e sulle prospettive del presidio, ho presentato un’interpellanza in Consiglio regionale: è necessario capire quale sia la strategia della Asl”, dichiara. “La sanità territoriale deve essere integrata con i grandi ospedali, altrimenti si rischia di indebolire presidi fondamentali come quello di Popoli”, conclude.
Sulla stessa linea il consigliere provinciale Gianni Chiacchia: “Difendere l’ospedale di Popoli Terme significa difendere il diritto alla salute dei territori più lontani dai grandi centri”, afferma.
“Il possibile ridimensionamento non è una questione tecnica, ma riguarda direttamente la qualità della vita di migliaia di cittadini”, prosegue Chiacchia. “In sanità il tempo è decisivo e aumentare le distanze dai servizi significa penalizzare soprattutto anziani e persone fragili”, sottolinea.
“Non è una battaglia campanilistica, ma una questione di equità: se vogliamo contrastare lo spopolamento delle aree interne dobbiamo garantire servizi essenziali”, aggiunge. “L’ospedale di Popoli deve essere valorizzato dentro una rete sanitaria moderna ed efficiente”, conclude.
A evidenziare le criticità tecniche è Carmine Di Carlo, anestesista rianimatore: “Gravissime le conseguenze della chiusura della Rianimazione, una scelta incoerente rispetto al percorso di riconversione del presidio”, afferma.
“Chiedo quale sia stato il reale risparmio, considerando che la Terapia Intensiva Post-Operatoria richiede comunque personale altamente qualificato”, prosegue. “L’assenza di terapia intensiva è invece un costo, anche sociale, perché limita l’attività ospedaliera e costringe al trasferimento dei pazienti”, sottolinea.
“Serve una visione sanitaria regionale complessiva: la programmazione non può essere frammentata per Asl”, aggiunge. “Senza sanità e senza medici di base, questi territori sono destinati a svuotarsi”, conclude.



