Sulmona. È partita da una segnalazione di un cittadino, raggirato durante una compravendita online, l’indagine che ha portato alla scoperta di un articolato sistema di truffe legate alla vendita di automobili. L’attività investigativa, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Sulmona Luciano A. D’Angelo e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sulmona insieme alla Sezione di Polizia Giudiziaria, ha consentito di ricostruire un meccanismo fraudolento esteso su scala nazionale.
I fatti risalgono al maggio 2025, quando la vittima, attratta da un annuncio particolarmente conveniente pubblicato su una piattaforma online, ha avviato una trattativa per l’acquisto di un’auto usata. L’inserzione, apparentemente riconducibile a una concessionaria esistente, si è poi rivelata falsa.
Dopo i primi contatti telefonici e via messaggistica, l’acquirente ha effettuato due bonifici, per un totale di 7.500 euro, tra caparra e saldo. Solo in un secondo momento è emerso che l’annuncio era stato costruito utilizzando i dati di una società del tutto estranea, a sua volta vittima di un attacco informatico.
Le indagini hanno fatto emergere un sistema strutturato: utenze telefoniche intestate a prestanome, conti correnti dedicati alla raccolta delle somme e successivi trasferimenti verso altri soggetti individuati come destinatari finali del denaro.
Gli accertamenti bancari e informatici hanno inoltre evidenziato numerosi episodi analoghi su tutto il territorio nazionale, con uno schema operativo ricorrente: pubblicazione di annunci fittizi, contatto diretto con i potenziali acquirenti e richiesta di pagamenti anticipati.
Nel corso dell’inchiesta sono state eseguite perquisizioni e sequestri di dispositivi elettronici, ritenuti fondamentali per approfondire il ruolo dei soggetti coinvolti e ricostruire ulteriori casi.
Dalle risultanze investigative emerge anche un quadro caratterizzato da precedenti specifici a carico degli indagati, già segnalati per reati analoghi, in particolare truffe online.
L’indagine è ora conclusa e la vicenda approda davanti al Giudice Monocratico, chiamato a valutare le responsabilità dei tre imputati sulla base degli elementi raccolti.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva e ogni provvedimento adottato necessita della verifica dell’Autorità Giudiziaria competente.



