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Nuovo spazio per il POMAQ, il polo museale dell’Università dell’Aquila apre il 20 marzo al pubblico

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
13 Marzo 2026
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L’Aquila. Un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione del patrimonio scientifico e culturale dell’Università degli Studi dell’Aquila. È stata presentata in conferenza stampa la nuova sede del POMAQ, il Polo museale dell’ateneo, che troverà casa a Palazzo Ciavoli-Cortelli, in via Roma 33, e aprirà ufficialmente al pubblico venerdì 20 marzo 2026.

Il nuovo allestimento, ospitato nei locali al piano terra dello storico palazzo, raccoglie strumenti e dispositivi legati alla ricerca e alla didattica nei campi delle scienze biologiche e biotecnologiche, ambientali, informatiche, fisiche e ingegneristiche. Si tratta in gran parte di apparecchiature dismesse dall’ateneo e recuperate come testimonianza storica dell’evoluzione scientifica degli ultimi decenni, accanto ad alcuni pezzi provenienti da donazioni private. Le collezioni coprono un arco temporale che va dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del Novecento.

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L’apertura della nuova sede del POMAQ è stata programmata in occasione della Giornata nazionale delle Università italiane e dell’iniziativa “Università svelate 2026”, promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila Fabio Graziosi, la direttrice del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica, professoressa Donatella Donatelli, e il professore Luca Pezzuto, docente di Museologia e critica artistica e del restauro al Dipartimento di Scienze umane e referente di ateneo per il patrimonio culturale e il Polo museale.

“L’obiettivo della giornata organizzata dalla CRUI – dichiara il rettore Fabio Graziosi – è rendere le università meglio percepite nei territori in cui operano, offrendo l’occasione di mostrare quei ‘gioielli nascosti’ che spesso restano poco conosciuti. Abbiamo deciso di partecipare aprendo un nuovo spazio del nostro Polo museale, dedicato a raccontare l’evoluzione della storia moderna dell’ateneo, dei suoi dipartimenti e dei laboratori di ricerca attraverso strumenti, tecnologie e dispositivi che hanno segnato intere stagioni scientifiche”.

“Si tratta di una storia recente ma fondamentale – prosegue Graziosi – perché negli ultimi decenni i sistemi di ricerca si sono evoluti con una rapidità tale da rischiare di far dimenticare le tappe precedenti. Vogliamo rendere questo percorso accessibile soprattutto ai giovani, affinché comprendano che molte tecnologie oggi date per scontate sono il risultato di un’evoluzione lunga e complessa a cui le università hanno contribuito in modo determinante”.

“Il POMAQ, se confrontato con altri atenei italiani che vantano collezioni storiche molto più antiche, è una realtà relativamente giovane, nata di fatto nel 2017” osserva il professore Luca Pezzuto. “Nella nuova sede di Palazzo Ciavoli-Cortelli sono rappresentati tutti i dipartimenti dell’ateneo e, in alcune collezioni, convergono competenze provenienti da più ambiti disciplinari. La sfida è raccontare questi materiali eterogenei in modo coerente, costruendo un percorso capace di dialogare con il pubblico e di far comprendere davvero cosa si sta osservando”.

Inaugurato nel 2018, il POMAQ è concepito come un museo diffuso, articolato nelle diverse sedi dell’Università dell’Aquila. Ne fanno parte anche il Museo delle ceramiche di San Domenico e il Giardino alpino di Campo Imperatore. Il logo del Polo museale è caratterizzato da sette petali, simbolo delle collezioni che lo compongono: Archeologia, Scienze ambientali, Strumenti per le scienze biotecnologiche, Strumenti di misura per grandezze fisiche, Strumenti per il calcolo applicato, la Collezione di Nicola D’Arcangelo stampatore d’arte e le Scienze e tecnologie per l’ingegneria.

Con l’apertura della nuova sede di Palazzo Ciavoli-Cortelli, il POMAQ amplia così il proprio percorso di valorizzazione della memoria scientifica dell’ateneo, offrendo alla città e ai visitatori uno spazio dedicato alla storia recente della ricerca e dell’innovazione.

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