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Riserva del Borsacchio, WWF all’attacco della Regione, “Marsilio torni ai 1.100 ettari della riserva”

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
13 Marzo 2026
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Roseto degli Abruzzi. Il caso della Riserva regionale del Borsacchio torna al centro del dibattito politico e ambientale abruzzese dopo l’ultimo richiamo del Ministero dell’Ambiente alla Regione Abruzzo sul ripristino del perimetro originario dell’area protetta. Secondo quanto riportato dalla stampa, il dicastero avrebbe ribadito che la delimitazione – anche se definita “provvisoria” – deve comunque tornare agli originari 1.100 ettari, mettendo di fatto in discussione la riduzione a 24 ettari approvata dal Consiglio regionale.

“Come riportato dalla stampa, il Ministero dell’Ambiente è nuovamente intervenuto sulla Regione Abruzzo ribadendo che il perimetro, ancorché provvisorio, della Riserva regionale del Borsacchio deve essere riportato agli originari 1100 ettari. L’escamotage per mantenere la cancellazione della Riserva a 24 ettari aggiungendo l’aggettivo ‘provvisorio’, come avevamo indicato da subito, è risultata un’arma spuntata”, afferma il WWF Abruzzo.

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“Sul punto il WWF Italia, insieme alla Guide del Borsacchio, ha anche presentato un ricorso al TAR Abruzzo chiedendo di sollevare la questione di incostituzionalità della legge regionale che ha tagliato il 98% della Riserva”, prosegue l’associazione ambientalista.

“È l’ennesima brutta figura che la Regione Abruzzo rimedia da un governo, peraltro, dello stesso colore politico: a dimostrazione che non si può amministrare e pianificare il territorio dando retta a chi evidentemente non ha alcuna cognizione di procedure legislative”, sostiene il WWF Abruzzo, ricordando che il taglio della Riserva fu approvato con un emendamento notturno firmato da cinque consiglieri regionali: Simona Cardinali, Umberto D’Annuntiis, Emiliano Di Matteo, Mauro Febbo e Federica Rompicapo.

“Il Consiglio regionale approvò il taglio della Riserva in una notte grazie all’emendamento di cinque consiglieri regionali che probabilmente non avevano mai messo piede nella Riserva del Borsacchio e che sicuramente non conoscevano le normative – nazionale e regionale – sulle aree naturali protette”, afferma ancora il WWF Abruzzo, sottolineando che la maggioranza regionale avrebbe continuato a difendere una scelta ritenuta “inconsistente” anche dopo le osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Presidenza del Consiglio.

“Ha continuato a sbagliare pochi mesi fa quando, nonostante durante un’audizione avessimo spiegato chiaramente che la loro proposta, poi diventata legge, non avrebbe risolto le difformità già riscontrate dal Ministero dell’Ambiente e dalla stessa Presidenza del Consiglio, preferirono non rispondere alle nostre obiezioni e andarono avanti per la loro strada”, aggiunge l’associazione.

“Da tempo chiediamo al presidente Marsilio, che è il presidente di tutti gli abruzzesi, un incontro su questo tema come su altri. In tanti anni il presidente Marsilio non ci ha mai ricevuto. Non si è mai voluto confrontare, nonostante su vicende come il taglio della Riserva del Borsacchio, ma prima ancora il taglio del Parco Sirente-Velino, la caccia al cervo, le scogliere davanti all’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano, abbiamo dimostrato anche nelle aule dei tribunali di sollevare problemi reali”, dichiara Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo.

“Noi continuiamo a pensare che solo dal confronto possano nascere le soluzioni e per questo torniamo a chiedere al presidente Marsilio di aprirsi al dialogo”, conclude Filomena Ricci.

“La soluzione migliore per risolvere una volta per tutte la questione della Riserva del Borsacchio è tornare alla perimetrazione originaria, approvare il Piano di Assetto Naturalistico e dare finalmente, dopo vent’anni, un Comitato di gestione alla Riserva”, ribadisce il WWF Abruzzo.

“Questo risolverebbe anche la recente situazione verificatasi in Riserva che ha visto la rimozione di tutti i cartelli e le perimetrazioni a protezione della duna e del fratino proprio all’avvio della stagione riproduttiva del piccolo trampoliere, simbolo delle spiagge abruzzesi. Una situazione gravissima che deve essere sanata immediatamente”, conclude l’associazione ambientalista.

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