Città Sant’ Angelo. Città Sant’Angelo ha celebrato la Giornata Internazionale della Donna non con una semplice ricorrenza, ma con un potente atto di riappropriazione dello spazio pubblico. È stata una mattinata densa di significato, che ha visto la cultura farsi strada tra i vicoli del centro storico per trasformarsi in impegno civico e memoria attiva. La giornata si è aperta alle ore 10:00 sulla gradinata della Chiesa di Sant’Agostino, cornice del secondo atteso incontro di “Leggere il Presente”.
Sotto un cielo di marzo, un gruppo di liberi cittadini, si è riunito per condividere la lettura di un testo simbolo di resistenza e libertà: “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi. Il momento più toccante dell’incontro è stato senza dubbio il contributo dei giovani lettori della scuola media Giansante, coordinati con dedizione dalla professoressa Antonietta Pierfelice. Le loro voci, che risuonavano tra le pietre antiche, sono state una fonte di ispirazione e speranza per tutti i presenti.
Un ringraziamento speciale va agli oratori ed organizzatori dell’evento che con passione e delicatezza hanno saputo introdurre la lettura, aprendo la strada a riflessioni profonde che solo un libro da generare. Alle 11:30, il cuore dell’evento si è spostato verso il Viale del Belvedere, poco prima del giardino comunale. Qui, l’energia di Statt! (Ca nu ci stam) ha dato vita alla performance artistica collettiva guidata da Martina D’Alesio.
Il progetto “Ogni pennellata un nome”; ha trasformato la manutenzione urbana in un rito civile: ogni partecipante ha potuto pronunciare il nome di una donna e lasciare un segno di vernice rossa sulla panchina, come un sigillo contro l’oblio. Un gesto semplice che ha riportato al centro la cura del bene comune. Questa giornata ha dimostrato che esiste ancora una coscienza civica pulsante nel nostro paese. Il successo dell’iniziativa si deve alla sinergia tra cittadini e le numerose associazioni del territorio che continuano a organizzare eventi di tale spessore.
“Riappropriamoci degli spazi pubblici e torniamo a parlare di ciò che ci sta a cuore: è questo il messaggio più forte che resta nel cuore dopo questo 8 marzo. Grazie a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di vera collettività. Vedere una partecipazione così ampia e intergenerazionale è la prova che la memoria e la cultura sono strumenti vivi nelle mani di chi vuole costruire un futuro più consapevole.”


