Opi. Il successo di Un mondo a parte non accenna a fermarsi. Dopo aver trionfato al botteghino nel 2024, la pellicola diretta da Riccardo Milani continua a conquistare il pubblico anche sulle piattaforme digitali: oggi è infatti tra i titoli più visti su Netflix, confermando l’enorme interesse per una storia che unisce commedia, impegno civile e amore per i territori.
Il film, interpretato da Antonio Albanese e Virginia Raffaele, racconta con leggerezza e sensibilità la vicenda di Michele e Agnese e della piccola scuola di un borgo montano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, di cui Opi è stato lo scenario perfetto. Una storia che affronta il delicato tema dello spopolamento e del ridimensionamento scolastico nei piccoli comuni, fenomeno che interessa molte aree interne italiane.
Girato interamente nella Marsica e in Abruzzo, il film valorizza paesaggi e comunità locali.
Tra i luoghi protagonisti spicca il borgo di Opi, ma molte scene sono state realizzate anche nei territori limitrofi, scenari naturali e i suoi centri storici ha contribuito a rendere ancora più autentica l’atmosfera del racconto. Proprio qui, tra montagne, boschi e piccoli paesi, prende forma quel senso di comunità che è il cuore della pellicola.
Non è un caso che Milani abbia scelto proprio questi luoghi. Il regista ha infatti un legame profondo con l’Abruzzo e in particolare con Pescasseroli, dove trascorre parte dell’anno e da cui trae spesso ispirazione per il suo lavoro. «La cultura e il cinema – ha più volte sottolineato – possono diventare strumenti importanti per raccontare i territori e contrastare lo spopolamento».
Un elemento che contribuisce a rendere speciale il film è anche la colonna sonora, arricchita dalle musiche di Ivan Graziani, che accompagnano la narrazione con sonorità intense e profondamente legate all’identità abruzzese.
Milani ha inoltre scelto di coinvolgere direttamente le comunità locali: accanto agli attori professionisti compaiono infatti abitanti dei paesi del territorio, bambini delle scuole e volti della vita quotidiana. Una scelta che restituisce autenticità al racconto e rafforza il legame tra cinema e realtà.
Per il regista si tratta anche di un ritorno alle origini. Ventisei anni fa Milani aveva già raccontato l’Abruzzo con La guerra degli Antò, film cult tratto dal romanzo di Silvia Balestra e ambientato tra Pescara e Montesilvano. Un’opera che fotografava la generazione degli anni ’90 e che segnò l’inizio di un percorso cinematografico attento ai territori e alle comunità.
Intanto il regista continua a raccontare storie di identità e radici anche con il suo nuovo lavoro, La vita va così, disponibile da poche settimane su Netflix e interpretato da Diego Abatantuono, Geppi Cucciari e ancora da Virginia Raffaele.
Ma per ora è Un mondo a parte a dominare la scena: una commedia che fa sorridere, ma che allo stesso tempo racconta con sincerità le sfide delle aree interne.


