Pescara. Nuovo affondo politico sul futuro del comprensorio sciistico di Passolanciano-Majelletta. L’onorevole Luciano D’Alfonso interviene con una ricostruzione dettagliata delle risorse stanziate negli anni e punta il dito contro quella che definisce una lunga fase di immobilismo amministrativo, chiedendo chiarezza sull’utilizzo dei fondi destinati al rilancio dell’area montana.
“Sette anni fa ho lasciato nelle casse della Regione Abruzzo 22,2 milioni di euro per la valorizzazione e il rilancio del comprensorio turistico e sciistico di Passolanciano”, afferma l’onorevole Luciano D’Alfonso, “oggi quei 22,2 milioni si sono ridotti a 17,7 milioni destinati a parcheggi, una seggiovia e un fabbricato polivalente, senza una data di inizio cantiere né una di fine lavori, né progettazione né appalto”, prosegue D’Alfonso.
“Dopo sette anni non c’è uno straccio di carta, non ci sono più 5 milioni di euro, ma soltanto inerzia, incompetenza e approssimazione nella gestione della pubblica amministrazione”, sottolinea D’Alfonso, evidenziando come, a suo giudizio, il mancato utilizzo delle risorse abbia rallentato il rilancio turistico della Majelletta.
“Non avevamo l’ambizione di diventare Cortina, ma l’aspirazione a garantire accessibilità e fruibilità sciistica alla Majelletta”, dichiara D’Alfonso, “dopo sette anni l’inettitudine del Presidente della Regione ha prodotto l’inutilizzo del tesoretto in cassa, che ha perso valore a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi dei materiali”, aggiunge l’ex presidente della Regione.
Nel suo intervento, D’Alfonso ripercorre le principali tappe amministrative della vicenda. “Il 19 aprile 2016, con la delibera di giunta n. 229, nell’ambito del Masterplan, la Regione Abruzzo approvava interventi per 20,2 milioni di euro sulle infrastrutture funzionali alla valorizzazione turistica di Passolanciano-Majelletta”, ricorda D’Alfonso.
“Il 20 febbraio 2018 la giunta regionale individuava come priorità il completamento e la valorizzazione dell’accesso pescarese al versante occidentale della Majella, con ulteriori 2 milioni di euro, finanziamento approvato dal CIPE”,prosegue D’Alfonso, che individua nel 2019 lo stop operativo: “Con l’insediamento del governo regionale di centrodestra tutto si blocca”, afferma.
“Dal 2022 iniziano le rimostranze degli amministratori locali per lavori mai partiti”, ricorda D’Alfonso, citando anche le dichiarazioni dell’allora assessore regionale al turismo: “I lavori saranno appaltati entro agosto di quell’anno, ma non accade nulla”, evidenzia l’onorevole.
“Nel marzo 2023 ho presentato un’interrogazione ai ministri competenti per chiedere se vi fosse l’urgenza di accelerare la messa a terra dei finanziamenti disponibili”, aggiunge D’Alfonso, sottolineando l’assenza di risultati concreti.
Arrivando ai giorni nostri, “a febbraio 2026 gli operatori della montagna tornano a denunciare i disagi vissuti anche durante questo inverno”, afferma D’Alfonso, che cita il sottosegretario regionale al Turismo: “Sento la difficoltà del sottosegretario Daniele D’Amario che tenta di salvare il salvabile parlando del valore strategico di Passolanciano”, prosegue.
“Dopo sette anni si annunciano 17,7 milioni di investimenti: ma dove sono finiti gli altri 5 milioni?”, domanda D’Alfonso, “come si può parlare di progettualità inesistenti per rendere l’area una destinazione turistica moderna senza che sia stato investito un euro in sette anni?”, incalza.
In chiusura, l’onorevole lancia un appello agli operatori del territorio: “Agli operatori della montagna va il sollecito a non mollare la presa e a chiedere che vengano mostrate pubblicamente le carte della progettualità annunciata”, conclude D’Alfonso, “noi andremo a cercare quale sia stata la destinazione dei 5 milioni di euro sottratti a Passolanciano”.


