Pescara. Nel cuore della città, a ridosso della stazione centrale e dell’area di risulta, la zona di Corso Vittorio Emanuele continua a essere teatro di episodi di cronaca che parlano periodicamente di risse, bivacchi e spaccio. Una situazione denunciata da tempo dai residenti, che chiedono maggiore sicurezza e presenza di controlli e forze dell’ordine.
A criticare le risposte dell’amministrazione è il Movimento 5 Stelle, che contesta la scelta di chiudere, nei mesi scorsi, il parco pubblico della zona con una recinzione metallica, e la rimozione della pensilina della fermata dell’autobus sull’altro lato della strada.
«Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di incapacità amministrativa – attacca il capogruppo pentastellato, Paolo Sola – invece di ripristinare legalità e sicurezza, si sottraggono spazi e servizi ai cittadini. È la fotografia plastica di un centrodestra che non sa governare e che, di fronte ai problemi, sceglie di arretrare. Il piccolo parco pubblico a ridosso dell’area di risulta, spesso indicato come luogo di episodi di degrado, è stato semplicemente chiuso al pubblico ormai da mesi. Nessun progetto di riqualificazione, nessun presidio stabile, nessuna strategia strutturale: solo una rete a delimitare l’area. Pensare di risolvere il problema dello spaccio chiudendo un parco è una resa – prosegue Sola – il problema non è lo spazio pubblico, ma l’assenza di controllo e di politiche serie di presidio del territorio. Così si puniscono i cittadini per bene, non chi delinque».
Non va meglio sull’altro lato della strada, dove dalla fermata dell’autobus è stata rimossa la pensilina. Una scelta che, nelle intenzioni, dovrebbe scoraggiare bivacchi e stazionamenti, ma che nei fatti priva pendolari, studenti e anziani di un servizio essenziale.
«Da qualche giorno a questa parte – incalza Sola – chi aspetta l’autobus lo fa sotto la pioggia o sotto il sole, perché qualcuno ha pensato che togliere una pensilina fosse una soluzione di sicurezza. È una visione superficiale e miope: invece di garantire ordine e controllo, si smontano pezzi di città».
Per il Movimento 5 Stelle, quanto accaduto su Corso Vittorio rappresenta un paradigma di quanto sta avvenendo anche in altre zone di Pescara: di fronte al degrado non si investe in prevenzione, riqualificazione e presenza costante delle forze dell’ordine, ma si riducono gli spazi fruibili e si arretrano i servizi.
«La destra che per anni ha sventolato la bandiera della sicurezza oggi certifica il proprio fallimento – conclude Paolo Sola – una città non si governa chiudendo i parchi e smontando pensiline. Si governa restituendo spazi, garantendo legalità e dando risposte strutturali. Qui, invece, si sta solo togliendo ai cittadini ciò che dovrebbe essere loro garantito».


