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Parco nord di Pescara, la consigliera Caterina Artese lancia l’allarme: “non distruggiamo la natura”

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
20 Febbraio 2026
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Pescara. “Vogliamo salvare il Parco Nord di Pescara. Il Parco Nord rappresenta un lembo naturale relitto, ma ricco di biodiversità. Confina con una delle prime aree naturali protette abruzzesi, la Riserva Statale di Santa Filomena del 1977, raro ambiente retrodunale”, dichiara la Consigliera Caterina Artese.

“L’area rappresenta un rifugio per animali e piante rarissime e preziose che stanno scomparendo, come la Canna di Ravenna, il Verbasco niveo, il Narciso tanzetta, la Periploca maggiore e l’Iris a foglie strette”, prosegue la Consigliera Caterina Artese.

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“Il progetto esecutivo di restauro del Parco Nord, firmato da Dodi Moss con la collaborazione di consulenti locali e presentato dall’Amministrazione comunale di Pescara, rischierebbe di distruggere tutto questo patrimonio naturale. Il progetto sembra essere stato scritto da chi non ha mai visitato il luogo: si parla persino di gerbido, un tipo di suolo che in centro Italia non esiste”, afferma la Consigliera Caterina Artese.

“Si prevede il drenaggio dell’acqua, il taglio di quasi tutti gli alberi, l’introduzione di specie arboree e botaniche esotiche ed estranee, oltre a un eccessivo utilizzo di cemento. Ne deriverebbe un’area con elevati costi futuri di manutenzione, trasformata in un luogo artificiale e privo di equilibrio naturale”, sottolinea la Consigliera Caterina Artese.

“Sarebbe invece più semplice e meno costoso gestire un paesaggio che possiede già una propria stabilità. Servirebbe personale competente capace di conservare, armonizzare e valorizzare il luogo”, aggiunge la Consigliera Caterina Artese.

“In Comune si è aperto un dibattito costruttivo fin dall’approvazione del progetto da parte del Consiglio comunale nel novembre 2024. Sindaco e consiglieri vogliono il Parco Nord e la politica cittadina punta a valorizzare e restituire ai cittadini quest’area, anche attraverso espropri onerosi e azioni legali contro costruttori senza scrupoli”, evidenzia la Consigliera Caterina Artese.

“Il progetto approvato è stato completato da una mozione unanime del Consiglio e da uno studio condotto sul posto da esperti botanici, con l’obiettivo di mitigare gli impatti più invasivi degli interventi previsti”, prosegue la Consigliera Caterina Artese.

“La soluzione è semplice e si evince dalla cartina: non bisogna manomettere ciò che la natura ha creato fino ad oggi. Per questo si prevede una rete ecologica a pettine collegata alla Riserva Statale. Le aree più delicate vanno delimitate con staccionate in legno, come avviene nei parchi urbani italiani, con accesso vietato salvo agli addetti ai lavori”, spiega la Consigliera Caterina Artese.

“Sarà necessaria una gestione competente, magari coordinata con il Centro Biodiversità dei Carabinieri Forestali che già tutelano la Pineta di Santa Filomena. I manufatti previsti dal progetto potrebbero essere realizzati nelle aree meno importanti dal punto di vista biologico, vicino alla cosiddetta strada Parco”, precisa la Consigliera Caterina Artese.

“La realizzazione del progetto di restauro rappresenta oggi la vera sfida di Pescara come città sostenibile. Sarebbe stato opportuno perseguire l’obiettivo del consumo di suolo zero, ma manca ancora una piena coscienza ecologica diffusa”, osserva la Consigliera Caterina Artese.

“Non abbiamo il diritto di distruggere la natura. La convivenza tra uomo e natura è possibile se gli habitat e le nicchie ecologiche vengono rispettati e non compromessi per sempre. Devono essere conservate sia la duna sabbiosa sia la zona umida, approdo spontaneo di germani, aironi e uccelli di passo”, conclude la Consigliera Caterina Artese.

“Per i cittadini poter godere di un ambiente naturale e conservarlo rappresenta un valore inestimabile. Come ha scritto Lev Tolstoj nel libro ‘I Cosacchi’: la felicità è trovarsi con la natura, vederla, parlarle”, conclude la Consigliera Caterina Artese.

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