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San Salvo, Fit Cisl accusa: “nel sito Amazon Psr2 diritti compressi e percorsi opachi”

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
18 Febbraio 2026
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San Salvo. Clima aziendale, gestione dei diritti, percorsi di carriera e qualità delle relazioni industriali: sono questi i principali nodi sollevati nel sito Amazon PSR2 di Viale Germania a San Salvo. Le rappresentanze sindacali denunciano una serie di criticità che, a loro dire, segnerebbero un disallineamento rispetto alle policy applicate negli altri stabilimenti del network nazionale, chiedendo un intervento diretto di Amazon Italia per ristabilire equilibrio e coerenza organizzativa.

“Amazon riconosce il valore aggiunto delle relazioni industriali, ma nel sito Amazon PSR2 di San Salvo registriamo un disallineamento rispetto alle policy applicate negli altri stabilimenti”, dichiarano le RSA FIT CISL dello stabilimento PSR2 di San Salvo. “Sono stati gli stessi lavoratori trasferiti da altri siti a segnalarci una gestione differente rispetto agli standard aziendali conosciuti in precedenza.”

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“Già sul tema dei trasferimenti e delle richieste legate alla legge 104 ravvisiamo una gestione rigida e distante”, proseguono le RSA FIT CISL. “Nonostante la presenza di necessità certificate di avvicinamento al domicilio per gravi esigenze familiari documentate, molte richieste formalmente motivate non trovano adeguata considerazione. Parliamo di assistenza a familiari fragili, quindi di dignità personale, non di preferenze.”

“La legge 104 non può essere trattata come un fastidio organizzativo”, sottolineano. “Da diverse segnalazioni sembrerebbe addirittura che l’accesso ai ruoli di responsabilità venga limitato per chi ne usufruisce. Se ciò fosse confermato, significherebbe che l’inclusione nei percorsi di sviluppo resta uno slogan da report aziendale e non una pratica concreta, con una disparità sostanziale.”

“Altro punto critico è la job rotation”, evidenziano le RSA FIT CISL PSR2. “Non può restare una dichiarazione formale. Esistono lavorazioni pesanti che andrebbero svolte per un massimo di quattro ore, con possibilità di alternanza tra mansioni, ma riscontriamo operatori bloccati su posizioni usuranti e altri costretti a percorrere oltre 22 chilometri in un turno, oltre all’attività manuale. La rotazione migliorerebbe sia la movimentazione dei carichi sia l’impatto psicologico, a vantaggio di entrambe le parti.”

“Il diritto alla pausa, essenziale per il recupero psico-fisico, non può essere ostacolato da carichi e pressioni che lo rendono impraticabile o dalla distanza tra area break e piani operativi”, affermano le rappresentanze sindacali. “Quando un diritto esiste solo sulla carta, non è più un diritto.”

“Le settimane retribuite aggiuntive rappresentavano un sostegno concreto alle famiglie”, dichiarano le RSA FIT CISL. “Oggi vengono ridotte e riformulate e ciò che era stato presentato come un miglioramento si traduce di fatto in un arretramento. Si riducono strumenti di conciliazione vita-lavoro, trasferendo il peso economico e organizzativo sulle famiglie. La genitorialità non può essere una voce da tagliare: chiediamo l’estensione del periodo di fruizione e il ripristino delle settimane aggiuntive.”

“Sulla sicurezza e sulla privacy chiediamo il rispetto rigoroso dei limiti normativi”, proseguono. “Riceviamo segnalazioni di manager e capisquadra che assistono i lavoratori in infermeria oltre al personale medico. I dati sanitari sono dati sensibili, protetti dal GDPR e dalla normativa italiana: il datore di lavoro può conoscere solo il giudizio di idoneità, non i dettagli clinici. La riservatezza è parte integrante della dignità del lavoratore.”

“Sul fronte carriera registriamo opacità e incertezze”, aggiungono le RSA FIT CISL PSR2. “Nel sito tecnologicamente avanzato di San Salvo, dove si sperimentano progetti innovativi come l’utilizzo dei droni o l’internalizzazione della movimentazione dei semirimorchi, molti lavoratori svolgono funzioni di coordinamento e gestione riconducibili a livelli superiori del Contratto Nazionale, ma senza riconoscimento formale ed economico.”

“Su numerose candidature, solo alcuni superano i panel di selezione, mentre molti non ricevono alcun riscontro chiaro sugli esiti”, dichiarano ancora. “Abbiamo registrato esclusioni di lavoratori iscritti al sindacato che destano perplessità, mentre alcuni avanzamenti hanno riguardato coniugi di ruoli apicali. In un contesto in cui esistono stretti legami familiari tra capi area e risorse umane, diventa difficile per un operatore sentirsi pienamente garantito in caso di conflitto. Una dinamica che genera sfiducia e che, una volta sollevata, ha prodotto tensioni.”

“Non siamo di fronte a episodi isolati ma a un modello organizzativo che pretende sempre di più e riconosce sempre meno”, affermano le RSA FIT CISL dello stabilimento PSR2 di San Salvo. “Non è solo una nostra percezione: lo abbiamo riscontrato in quattro assemblee da circa cento lavoratori ciascuna, che non si erano preventivamente confrontati tra loro.”

“Durante il volantinaggio per l’ultima assemblea sindacale siamo stati relegati in un’area marginale del sito, lontana dall’ingresso principale”, denunciano. “Non accettiamo che l’attività sindacale venga tollerata solo quando non disturba. La libertà sindacale non è una concessione aziendale ma un diritto garantito dallo Statuto dei Lavoratori e dalla Costituzione. La libertà non si sposta per essere meno visibile: la libertà si difende.”

“Siamo sempre stati disponibili al confronto, più volte richiesto da noi”, concludono le RSA FIT CISL Abruzzo Molise. “Riteniamo che il comprimere diritti consolidati e ignorare situazioni di fragilità dipenda anche dalla giovane età dello stabilimento, che necessita di un intervento diretto di Amazon Italia per ritrovare equilibrio. Nei verbali di incontro era stato condiviso l’impegno a calendarizzare riunioni bimestrali con Amazon Italia, ma registriamo continui rinvii. La Segreteria Interregionale FIT CISL Abruzzo Molise garantisce pieno supporto affinché, attraverso relazioni industriali più efficaci, si arrivi a risposte concrete alle problematiche ormai consolidate, evitando che l’attuale situazione finisca per compromettere l’engagement dei lavoratori.”

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