Avezzano. Avezzano sotto attacco in un video social, andiamo a liberarla dal Califfato: riferimento alla comunità marocchina e macabra ironia.
Un video provocatorio, costruito come se fosse la scena di un videogioco di guerra, sta facendo discutere. A pubblicarlo è stata la pagina Instagram “Tocco da Casauria shitposting”, che si autodefinisce ironicamente “La pagina di meme che Tocco non merita e di cui non ha bisogno”.
Nel filmato compare la scritta: “Io e il bro che nel 2056 andiamo a liberare il Califfato di Avezzano”. Le immagini mostrano una città immaginata come un “califfato” e bersagliata da mitragliatrici aeree, in una simulazione che richiama dinamiche militari. Un contenuto presentato come meme, ma che molti hanno interpretato come una provocazione pesante.
Avezzano negli anni ha visto crescere la presenza di cittadini di origine straniera, in particolare provenienti dal Marocco. Proprio questo elemento ha portato diversi utenti a leggere il video come un’allusione polemica alla componente nordafricana della popolazione locale. L’accostamento tra la città e l’idea di “califfato”, unito alla rappresentazione di un attacco armato per “liberarla”, rischia di alimentare stereotipi e di andare oltre la satira.
Il linguaggio dello “shitposting” e dei meme estremi punta spesso sull’esagerazione e sul paradosso per generare reazioni e visibilità. Tuttavia, quando si toccano temi come religione, immigrazione e violenza armata, il confine tra satira e istigazione simbolica può diventare sottile. In un’epoca in cui i social network amplificano rapidamente i contenuti, anche un video di pochi secondi può avere un impatto significativo sul clima di una comunità.


