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Inaugurato l’anno accademico dell’Università dell’Aquila, Graziosi: “Ateneo solido”

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
12 Febbraio 2026
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L’Aquila. “In un tempo segnato da incertezze profonde, l’università è chiamata a essere uno spazio di rigore scientifico, di libertà intellettuale e di impegno civile.
È questa la funzione che l’Università degli Studi dell’Aquila continuerà a svolgere. Il nostro Ateneo non è una realtà immobile, ma un sistema che ha saputo adattarsi a condizioni complesse, facendo leva sull’impegno delle persone, sul senso di responsabilità e su una gestione attenta delle risorse disponibili. Ed è su questa base concreta che si innestano scelte e prospettive future”.
Con queste parole il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Fabio Graziosi, ha segnato l’apertura dell’anno accademico 2025/2026, in una cerimonia svoltasi questa mattina nell’Aula magna del Centro congressi Luigi Zordan, alla presenza delle autorità civili, politiche e religiose locali.
Cerimonia che si è aperta con un commosso ricordo del rettore emerito Edoardo Alesse, prematuramente scomparso lo scorso ottobre, e che ha visto la partecipazione di Gino Roncaglia, professore ordinario di Editoria Digitale, Digital Humanities e Filosofia dell’Informazione dell’Università Roma3, autore della lectio magistralis “Intelligenza artificiale: quale futuro?”. A completare gli interventi sono stati Michela Di Michele, in rappresentanza del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, e Giammarco Ubaldi, presidente del Consiglio studentesco.
 
Offerta didattica e iscritti
Il rettore ha ricordato l’ampia e articolata offerta didattica presentata dall’Università dell’Aquila, che oggi conta 72 corsi di studio (triennali, magistrali e a ciclo unico), 9 dottorati di ricerca, 21 scuole di specializzazione, mediche e non mediche, e 11 master. “È un sistema formativo” ha affermato Graziosi “che copre l’intero spettro della formazione universitaria, dall’ingresso alla più alta qualificazione post-laurea. Negli ultimi anni, l’Ateneo ha lavorato non tanto su un’espansione quantitativa dell’offerta, quanto su un suo progressivo assestamento e consolidamento, con una maggiore attenzione alla sostenibilità dei percorsi, alla loro coerenza interna e alla qualità complessiva”.
Per quanto riguarda gli iscritti, nel 2024/2025 sono stati circa 20 mila, di cui 6900 immatricolati. Sono dati, ha sottolineato Graziosi, “che confermano un Ateneo che mantiene nel tempo una capacità formativa stabile e tendenzialmente in crescita, pur in un contesto nazionale caratterizzato da dinamiche demografiche non favorevoli, specie nelle aree interne, e da una competizione crescente da parte di forme non convenzionali di formazione universitaria” Tuttavia, ha osservato sempre il rettore, “la priorità non è l’incremento quantitativo fine a sé stesso, ma il rafforzamento della qualità dei percorsi, la riduzione delle dispersioni e la capacità di sostenere a tutti i livelli gli studenti/dottorandi/specializzandi nei momenti di maggiore criticità del loro percorso universitario. È su questi aspetti che si svilupperà una parte significativa del lavoro dei prossimi anni”.
 
Fondo di finanziamento ordinario e spese, un quadro delicato
“Il Fondo di finanziamento ordinario (FFO), principale fonte di finanziamento di un ateneo, e la struttura della spesa” ha continuato Graziosi “restituiscono il quadro di un’università che opera in un contesto di risorse limitate e fortemente vincolate, ma che è stata in grado di mantenere fino ad ora un equilibrio complessivo, assicurando la continuità delle proprie funzioni fondamentali. Occorre evidenziare come la crescita della spesa presenti un andamento che non è compensato dal più modesto incremento del Fondo di funzionamento ordinario pur in un quadro in cui il personale conserva o addirittura riduce la propria consistenza numerica. In questo scenario, che riteniamo stia preoccupando l’intero sistema universitario pubblico nazionale, il mantenimento di un assetto governabile per il futuro non è affatto scontato”.
 
Le criticità del personale
“In queste condizioni operative” ha spiegato Graziosi “anche le dinamiche relative al personale dell’Ateneo (che supera, tra personale tecnico-amministrativo e bibliotecario e personale docente, le mille unità, ndr) sono fortemente compresse e il numero complessivo dei dipendenti, nelle sue diverse componenti, riflette una situazione che richiede attenzione costante, sia in relazione al turn over sia alla distribuzione dei carichi di lavoro. In questo contesto, il ruolo del personale tecnico, amministrativo è assolutamente centrale. Senza il loro contributo quotidiano, spesso svolto in condizioni di forte pressione organizzativa, non sarebbe possibile garantire il funzionamento dell’Ateneo e il supporto all’ attività di didattica, di ricerca e alle altre missioni dell’Ateneo”.

Un punto, quest’ultimo, sottolineato anche dall’intervento della rappresentante del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario Michela Di Michele: “Emergono criticità, come i bassi livelli salariali, la difficoltà nel trattenere le risorse (15% di dimissioni in 5 anni) e la perdita prevista di 130 unità entro il 2030. È stata sottolineata l’efficacia del personale nella gestione dei progetti PNRR, dimostrando competenze strategiche e prontezza operativa. Una professionalità cresce e qualificata richiede una maggiore rappresentanza nei processi decisionali, inclusi il Senato Accademico e le elezioni del Rettore. La sfida futura riguarda la transizione digitale e l’IA, la capacità di governare il cambiamento mettendo al centro le persone. Si apre la prospettiva su un modello organizzativo che faccia leva sul benessere dei dipendenti e che ne valorizzi il talento. L’obiettivo è trasformare il lavoro in un’opportunità di crescita collettiva, garantendo la centralità della persona sull’algoritmo”.

 
Finanziamenti della ricerca: in sei anni superati i 138 milioni
“Una delle dimensioni fondanti dell’identità dell’Università degli Studi dell’Aquila” ha aggiunto poi Graziosi “è quella della ricerca. Negli ultimi anni, la capacità competitiva dell’ateneo si è tradotta in risultati particolarmente significativi anche sul piano dell’acquisizione di finanziamenti, con un volume complessivo che, nel periodo 2019-2025, ha superato i 138 milioni di euro, registrando un picco nel 2022 in larga parte connesso alle opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa a resilienza”. Tra le iniziative più rilevanti collegate al PNRR, si segnalano Vitality, uno degli 11 ecosistemi di innovazione nazionali, i cui risultati sono stati presentati il mese scorso, che ha come obiettivo il potenziamento del trasferimento tecnologico e l’accelerazione digitali nei territori di Marche, Umbria e Abruzzo, sviluppatosi secondo il modello già sperimentato in HAMU, l’Hub Abruzzo-Marche-Umbria di cui Graziosi è divenuto presidente.
 
Relazioni nazionali e internazionali
HAMU è frutto della politica di rafforzamento delle relazioni esterne perseguita in questi anni dall’Università dell’Aquila.  Un percorso tracciato da Edoardo Alesse, che Graziosi intende portare avanti: “L’Hub Abruzzo-Marche-Umbria è un’intuizione di grande valore, maturata nel confronto tra i Rettori delle Università delle tre regioni coinvolte e che ha potuto contare nel suo incipit sul contributo determinante del Professor Edoardo Alesse. Alla base di questa esperienza vi è la consapevolezza che le Università di Abruzzo, Marche e Umbria operano in uno scenario sostanzialmente omogeneo, caratterizzato da criticità comuni, come lo spopolamento, il calo demografico e la complessa orografia delle aree interne, ma anche da risorse condivise, rappresentate da solide comunità accademiche di dimensioni comparabili, fortemente radicate nei territori. Queste caratteristiche consentono ai nostri Atenei di sperimentare con particolare efficacia forme di integrazione tra più settori scientifici in una logica autenticamente transdisciplinare e di interagire in modo strutturato con il sistema produttivo e istituzionale dei territori in cui operano”. Ma la rete di relazioni costruite da UnivAQ va al di là dell’ambito nazionale. L’internazionalizzazione è ormai una componente strutturale che riguarda didattica, ricerca e altre missioni, come dimostra l’alleanza europea Eulist – Eurpean universities linking society and technology, promossa dalla Commissione EU nell’ambito della Strategia europea per l’università, che collega circa 200 mila studenti e 20 mila membri del personale e che mira, con una forte attenzione alle discipline tecnologiche, umanistiche e delle scienze sociali, a riunire le università per migliorare l’insegnamento e la ricerca.

L’impegno per pace e cooperazione

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Graziosi ha voluto ricordare anche “l’impegno dell’Università degli Studi dell’Aquila per la pace e la cooperazione tra i popoli, che si concretizza nella partecipazione alla Rete delle Università per la Pace e nell’adesione al Dottorato Nazionale in Peace Studies. Tali scelte rafforzano il ruolo dell’Ateneo come luogo di produzione critica del sapere e di formazione avanzata orientata alla prevenzione dei conflitti, alla promozione dei diritti umani e alla costruzione di pratiche di convivenza e cooperazione. Analogamente, l’adesione ai programmi UPALS e UNICORE ha consentito l’accoglienza di studenti provenienti da contesti di particolare fragilità, in particolare Gaza e la Cisgiordania, riaffermando il diritto allo studio come strumento di inclusione, giustizia sociale e pace”.
Ristrutturazione/ricostruzione sedi di ateneo
Nel suo discorso, Graziosi ha affrontato anche l’argomento della ricostruzione e della ristrutturazione delle sedi di ateneo ancora inagibili e non disponibili – Palazzo Carli, ex Colonia di Roio, ex Ospedale San Salvatore – che rappresentano il 30% della dotazione complessiva e per il cui recupero la stazione appaltante competente è il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche Abruzzo-Lazio-Sardegna.
“Per questi tre importanti edifici” ha rimarcato il rettore “è evidente il protrarsi di condizioni di stallo e la mancanza di un quadro sui tempi di intervento. In alcuni casi, questa carenza di informazioni perdura da diversi anni e sta producendo una significativa riduzione della capacità di intervento delle somme programmate, ove non rischi addirittura di conduci alla completa perdita delle stesse. Riteniamo sia necessario, a questo punto, predisporre al più presto, per gli edifici che sono caratterizzati da significativi livelli di incertezza, un cronoprogramma degli interventi espressione dell’impegno di tutte le parti interessati o in subordine valutare la possibilità di rivedere i ruoli di queste ultime”.
E’ di circa tre anni, invece, la durata stimata per il completamento dei lavori di recupero dell’ex Reiss Romoli (progetto Accelerate), ove sorgeranno laboratori e centri di innovazione. In questo momento è in corso la gara per la verifica del progetto definitivo del corpo B ed è in corso la progettazoone definitiva del blocco A. La stazione appaltate è l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (USRA).

Un 2026 di eventi

La missione pubblica delle università, ha infine ricordato Graziosi, passa anche attraverso la Terza e Quarta Missione, ovvero l’insieme delle attività di trasferimento scientifico, tecnologico e culturale. Il 2026, ha annunciato Graziosi, vedrà il ritorno di Street Science, giunto all’undicesima edizione, il raggiungimento del centesimo appuntamento dei Mercoledì della cultura, rassegna dedicata alla divulgazione scientifica, e la proposta di un ricco e articolato programma di attività culturali, tra cui spiccano gli incontri con Emma Dante, recentemente insignita del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia, Sonia Bergamasco, protagonista del film-documentario Duse. The Greatest, e Lia Iovenitti, tra le traduttrici italiane dell’opera della scrittrice Premio Nobel per la Letteratura Han Kang,

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