L’Aquila. Prestigioso riconoscimento per la scrittrice e giornalista abruzzese, Monica Pelliccione, che ieri, a Roma, ha ricevuto il “Premio Onore Italiano” per meriti culturali. La cerimonia di conferimento del premio, attribuito dall’Istituto per la Cultura Italiana e promosso dal Comitato internazionale cooperazione e sviluppo, si è svolta nella sede dell’Unione delle associazioni regionali di Roma e Lazio. Questa la motivazione: “Il Premio Onore Italiano viene conferito quale alto e pubblico riconoscimento per l’esemplare testimonianza di impegno, coraggio e spirito di servizio, nonche’ per il contributo di valore umano, civile e professionale offerto con dedizione e integrità, a prestigio dell’Italia e dei suoi valori nel mondo”.
Il Premio e’ attribuito “a coloro che, attraverso il proprio operato, incarnano l’eccellenza, la responsabilità e l’onore, rendendosi interpreti autentici dell’identità, della cultura e della più nobile tradizione italiana”. Pelliccione, storica firma del quotidiano “Il Centro”, ha collaborato con importanti testate nazionali quali “Repubblica” e Kataweb. È autrice di nove libri e socio onorario dell’Accademia letteraria Raffaele Viviani di Napoli. Nel 2024, è stata nominata Ambasciatrice agli Stati presso la Repubblica italiana della Universum International Accademy Switzerland con diritto di rappresentanza nei rapporti diplomatici ed è Consigliere del Comitato tecnico-scientifico del Cammino Europeo di Margherita d’Austria.
È stata insignita di due premi alla carriera: The Gran Award to Excellence – Premio alle eccellenze europee 2024 e Premio Leone d’oro alato San Marco di Venezia alle eccellenze europee 2025. Nella sua proficua carriera letteraria ha ricevuto oltre 70 premi nazionali e internazionali. Nel 2019, in occasione del decennale del sisma dell’Aquila, le è stato conferito lo Ziré d’oro come personaggio dell’anno per la cultura con la seguente motivazione: “Giornalista, scrittrice di numerosi libri di divulgazione, ha riscosso un meritato successo a livello nazionale con le sue ultime pubblicazioni sulla Città dell’Aquila e sui pastori d’Abruzzo, per aver saputo coniugare serietà di ricerca e schiettezza di linguaggio, ponendosi sulla scia dei maggiori divulgatori abruzzesi”.


