Un fronte compatto composto da ENPA, LAV, LNDC Animal Protection, WWF Italia e Fondazione Capellino si è riunito presso la Sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama per chiedere ufficialmente al Senato di fermare il declassamento della tutela del lupo. Durante la conferenza stampa, introdotta dal senatore Peppe De Cristofaro, le sigle hanno definito questa scelta priva di basi scientifiche e giuridiche, evidenziando il rischio di un grave ritorno al passato per il diritto ambientale e la protezione della fauna selvatica. Secondo i rappresentanti delle associazioni, tra cui Anna Maria Procacci, Edgar Meyer, Massimo Vitturi, Michele Pezone e Domenico Aiello, il lupo non rappresenta un nemico ma un pilastro fondamentale degli ecosistemi, la cui gestione richiede strategie razionali e non provvedimenti punitivi.
La prima richiesta avanzata al Senato riguarda l’adozione di una moratoria di almeno un anno sul declassamento, necessaria per permettere una valutazione completa e trasparente degli elementi tecnici finora ignorati. Parallelamente, le associazioni hanno sollecitato un intervento del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, affinché spinga le Regioni a utilizzare i fondi della Politica Agricola Comune per finanziare le misure di prevenzione delle predazioni. La tesi è che le risorse economiche siano già disponibili e che il mancato utilizzo serva solo ad alimentare inutili conflitti sociali.
Un punto cruciale della strategia proposta riguarda l’applicazione della legge 281/1991 sulla prevenzione del randagismo attraverso un piano nazionale biennale. Gran parte della presenza del lupo sul territorio è infatti caratterizzata da ibridi nati dalla mancata gestione dei cani, una responsabilità umana che non può più essere rimossa. Sul fronte degli allevatori, si chiede alle Regioni di garantire la rifusione integrale e tempestiva dei danni subiti, a patto che vi sia un’identificazione certa dell’animale tramite analisi del DNA e il supporto di personale veterinario qualificato delle ASL. Infine, è stata proposta una grande campagna nazionale di informazione pubblica sull’etologia del lupo, ritenuta indispensabile per contrastare la disinformazione e gli allarmismi che spesso sfociano in episodi di bracconaggio.


