L’Aquila. “I pubblicati oggi sulla stampa sono l’atto d’accusa definitivo contro l’inerzia della Giunta Marsilio. In dieci anni l’Abruzzo ha perso un’azienda di autotrasporto su cinque, con un calo del 23,9% che supera di gran lunga la media nazionale. Ma il dato più drammatico è quello di Pescara, che registra un vero e proprio tracollo: -30,3% di imprese, quasi 180 ditte cancellate. È la fotografia di un territorio che si sta spegnendo sotto il peso di costi insostenibili e infrastrutture colabrodo”, così in una nota il responsabile Infrastrutture del PD Abruzzo, Gianni Cordisco.
“Mentre il settore muore, assistiamo a un teatrino della politica che non produce risultati. L’ultimo incontro tra l’assessore Magnacca e i vertici di Autostrade è stato l’ennesimo, desolante nulla di fatto. Non un impegno concreto sui ristori per i maggiori costi causati dai cantieri infiniti sulla A14, non una strategia per bloccare l’aumento dei pedaggi che scatterà nel 2026.
È un fallimento su tutta la linea che si somma al nulla di fatto sulla Trignina, arteria strategica utilizzata da molti trasportatori per spendere meno e conservare un briciolo di competitività, abbandonata a sé stessa, e al nulla di fatto sulla portualità, dove l’assenza di investimenti reali sull’intermodalità condanna l’Abruzzo all’isolamento logistico. Un aumento del 3,6% per il gasolio e dell’1,5% per i pedaggi all’inizio del 2026 sono colpi di grazia per ditte che già viaggiano con margini ridotti al minimo. Non solo per i trasporti ma per tanti settori. Senza un piano regionale serio, l’Abruzzo continuerà a subire la concorrenza sleale dei vettori stranieri e la fuga dei giovani autisti. Il governo regionale è incapace di incidere a Roma così come a livello locale: l’Abruzzo non ha mai avuto un peso politico così scarso nelle partite infrastrutturali che contano.
Noi non accettiamo questo declino e proponiamo soluzioni tecniche immediate che la destra continua a ignorare: la Regione deve pretendere da Autostrade la sospensione degli aumenti nelle tratte interessate dai cantieri come parziale ristoro per i tempi di percorrenza raddoppiati.
Serve l’istituzione di un credito d’imposta regionale per l’acquisto di carburante, destinato alle piccole e medie imprese locali con sede legale in Abruzzo. Un piano d’urto per l’integrazione porti-interporti che permetta di trasferire quote di merci dalla gomma al ferro/mare, abbattendo i costi e migliorando l’efficienza. Uscire dalla fase degli annunci e definire con Anas un cronoprogramma vincolante per il raddoppio e la messa in sicurezza della SS650.
L’Abruzzo sta vivendo un indebolimento senza precedenti – conclude Cordisco – . Se si ferma l’autotrasporto, che garantisce l’80% della movimentazione merci regionale, si ferma l’intera economia, dal Made in Italy ai beni di prima necessità. La Giunta Marsilio esca dai palazzi e dai tavoli inconcludenti e dia risposte vere prima che l’ultima ditta abruzzese sia costretta a chiudere i battenti perché ricordiamo che la propaganda del ‘va tutto bene’ sta divorando la realtà”.


