Canistro. Si è svolto ieri sera, nella Sala Polivalente Comunale, l’incontro pubblico promosso dall’Amministrazione Comunale di Canistro per fare chiarezza sulla gestione del Servizio Idrico Integrato e informare in modo trasparente la cittadinanza sulle azioni intraprese nel corso del mandato.
L’iniziativa rientra nel lavoro costante e puntuale avviato fin dall’insediamento del Sindaco Vitale per il mantenimento della gestione autonoma e la tutela dell’acqua pubblica, bene primario e identitario della comunità di Canistro, su una materia complessa che in passato non aveva ricevuto adeguata attenzione né un corretto coinvolgimento della popolazione. Durante l’incontro, arricchito dal contributo tecnico e giuridico degli avvocati Cristian Ferrazzi e Francesca Laurini collegati da remoto, l’Amministrazione ha ricostruito l’iter amministrativo, evidenziando le criticità ereditate, e illustrato le iniziative avviate che consentono, oggi, di garantire una gestione autonoma efficiente e conforme alle disposizioni normative. L’appuntamento si è reso necessario anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato n. 164 dell’8 gennaio 2026, che segnerebbe il passaggio alla gestione d’ambito del servizio idrico al gestore unico, superando la precedente autonomia comunale. «Abbiamo voluto questo momento di confronto – ha dichiarato il Sindaco Gianmaria Vitale – per informare la popolazione su decisioni che incidono direttamente su un bene essenziale. L’Acqua è un bene pubblico, identitario e strategico, e anche in questo scenario il Comune continuerà a tutelare l’interesse collettivo».
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che l’Amministrazione non considera concluso il percorso a tutela della gestione autonoma del servizio idrico, ma intende continuare ad agire, in tutte le sedi consentite dalla legge, per confermare la validità di un modello che negli anni ha garantito efficienza, qualità del servizio e sostenibilità. Il Comune, infatti, presenta tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente per la gestione autonoma: una dimensione demografica coerente con le deroghe previste, la presenza di sorgenti in aree protette e una gestione tecnica dimostrata con dati oggettivi, che registra performance superiori al gestore unico territoriale ed ampiamente in linea con quelle richieste dell’Ente d’Ambito. Un modello che ha saputo contenere le perdite, garantire continuità del servizio e mantenere standard elevati di qualità. «La sentenza – ha aggiunto il Sindaco – si concentra esclusivamente sugli aspetti normativi e procedurali del Sistema Idrico e non entra nel merito della qualità tecnica della gestione comunale. Proprio per questo riteniamo doveroso proseguire un percorso fondato su dati, sulla trasparenza e sull’interesse dei cittadini»
L’Amministrazione Comunale conferma il proprio impegno fermo e concreto nella difesa dell’acqua come bene pubblico e nella gestione autonoma del servizio, assicurando che l’interesse della comunità continuerà a rappresentare il punto fermo di ogni scelta futura.


