Gioia dei Marsi. Scontri di Torino, parla Francesco Roselli: “La paura più grande per la mia famiglia”.
Francesco Roselli, 49 anni, originario di Casali di Aschi, frazione di Gioia dei Marsi, è uno dei poliziotti coinvolti negli scontri avvenuti durante la manifestazione a Torino. In molti lo hanno contattato convinti che fosse l’agente ritratto nella foto diventata virale dopo le violenze. “Mi somiglia ma non sono io”, ha scherzato Roselli”. “In realtà ero solo vicino durante gli scontri”, “sono stato raggiunto da una raffica di sassi”, chiarisce. Ecco il suo racconto.
Innanzitutto, come sta?
“Bene dai. In questi casi non è tanto il danno fisico, ma quello morale e la preoccupazione verso la mia famiglia che da casa guarda le immagini. Famiglia intesa sia quella di Torino, con la compagna e i quattro figli, sia quella lontana in Abruzzo, mamma e papà”.
Molti pensavano fosse lei il poliziotto della foto diventata simbolo degli scontri
“Sì, in molti mi hanno chiamato, pensavano fossi io quello della foto”
Mi racconti come è andata. Dove l’hanno colpita?
“Mi hanno colpito in più parti del corpo. È difficile quantificare con tutte le protezioni che avevo addosso. Il colpo più importante è stato al gomito, poi alla testa, al petto e alle gambe. Le pietre erano tantissime”.
Ma come è degenerata la situazione? Ha visto chi è stato? Era lontano dal suo collega aggredito?
“Il corteo, composto da oltre 10 mila persone, ha deviato dal percorso autorizzato venendoci addosso. La parte violenta e travisata, oltre 1500 persone, ha preso la testa del corteo e ci ha attaccato.
Il collega aggredito si trovava sul controviale, noi eravamo sul viale centrale. Non ci siamo accorti di nulla: ci tenevano occupati su più fronti, quindi era difficile percepire cosa succedesse anche solo a 50 metri di distanza”.
E’ stato ricoverato?
“Io, insieme a due squadre di Torino, siamo andati in pronto soccorso. Tra noi nessun ricovero”.
Ha incontrato anche lei la presidente del Consiglio Giorgia Meloni?
“No, la Meloni è andata solo dai ricoverati”.
Le sembravano organizzati strategicamente per fare quello che hanno fatto?
“Certo che erano organizzati, e da tempo. Era una manifestazione indetta un mese fa, quindi hanno avuto tutto il tempo per pianificare quello che hanno fatto”.
Intervista: Alessandra Ciciotti


