L’Aquila. Scontro frontale sulla sanità abruzzese. Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Silvio Paolucci, replica duramente alle dichiarazioni del senatore Guido Liris, contestando numeri, narrazione e gestione complessiva del sistema sanitario regionale.
“Resto francamente basito dalle affermazioni del senatore Liris”, afferma Paolucci. “Parlare di sanità che ‘rafforza i servizi’ mentre anche la Corte dei Conti certifica nero su bianco il fallimento della gestione Marsilio è semplicemente incredibile”, sottolinea. “I 340 milioni evocati esistono solo nella sua fantasia: le risorse reali sono molto più risicate, parliamo di appena 6 milioni rispetto a un fabbisogno e a un deficit enormemente più elevati”, aggiunge.
“Sono cifre che conosciamo già dalla fine del 2025 e che non hanno portato nulla di nuovo, se non una sorta di commissariamento dell’Abruzzo da parte, per giunta, del Governo amico”, prosegue Paolucci. “Affermazioni ancora più gravi se lette alla luce della fotografia scattata dai giudici amministrativi, che parlano dell’Abruzzo come l’unica Regione in piano di rientro con un peggioramento costante dei conti sanitari, una gestione definita priva di governo e seri dubbi sulla sostenibilità del sistema”, evidenzia.
“Altro che pensieri positivi: qui servono azioni vere, non dichiarazioni sempre più sconnesse dalla realtà”, incalza Paolucci.
Il capogruppo PD entra poi nel merito della programmazione. “Sulle azioni, però, non ci è dato sapere nulla: si sta approvando in Giunta un programma operativo imposto dalla cosiddetta norma ‘commissaria-Abruzzo’, arrivato con enorme ritardo e totalmente ignoto al Consiglio”, afferma. “Un documento misterioso che dovrà decidere questioni cruciali: quanti DEA di II livello, dove collocarli, quale futuro per la sanità territoriale”, rimarca.
“Sono atti di programmazione che spettano al Consiglio e che oggi vengono sottratti al confronto democratico”, sottolinea Paolucci. “Risposte che mancano e che non possono essere cancellate con la solita propaganda”, aggiunge.
“Di fronte a dati ufficiali, certificati da enti e soggetti autorevoli, continuare a raccontare favole è offensivo verso cittadini e contribuenti”, conclude Paolucci. “L’Abruzzo non ha bisogno di annunci, ma di verità: oggi i cittadini pagano più tasse per servizi sanitari sempre più deboli”.


