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Stellantis, Atessa modello nazionale, produzione in crescita e stop alla cassa integrazione

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
30 Gennaio 2026
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Atessa. Segnali operativi che indicano un cambio di passo per l’automotive italiano arrivano dal tavolo nazionale convocato a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Al centro del confronto, l’evoluzione produttiva dello stabilimento Stellantis di Atessa, sempre più strategico nello scenario industriale del gruppo e dell’intera filiera dei veicoli commerciali.

“Terzo turno e aumento della produzione giornaliera di duecento unità. Tutto questo dovrebbe determinare la fine della cassa integrazione e conferma come lo stabilimento di Atessa sia il più produttivo tra tutti i plant Stellantis”, afferma l’assessore alle Attività Produttive Tiziana Magnacca, sottolineando come “la Val di Sangro si confermi leader nella produzione dei veicoli leggeri e pienamente funzionale a nuovi sviluppi industriali del gruppo”. “Sono segnali incoraggianti che abbiamo il dovere di accogliere e seguire con la massima attenzione”, conclude.

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Il tema dei veicoli commerciali “è stato centrale nel confronto nazionale, a conferma dell’attenzione verso un mercato nel quale Atessa è destinata a recitare un ruolo primario”, aggiunge Magnacca.

Nel corso del tavolo è stata ribadita la necessità di una revisione del quadro normativo europeo, con particolare riferimento al Green Deal, al principio di neutralità tecnologica, al sistema delle sanzioni e agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂.

“Il ministro Urso ha annunciato nuovi finanziamenti, dopo le prime modifiche al Green Deal introdotte dalla Commissione europea alla fine dello scorso anno”, evidenzia l’assessore, spiegando che “ora è il momento di rendere concrete queste modifiche, applicando davvero la neutralità tecnologica e rivedendo i meccanismi sanzionatori”. “Il 2026 deve essere l’anno della svolta, servono riforme profonde e cambiamenti radicali”, prosegue.

Il fattore tempo, secondo Magnacca, è determinante per superare una disciplina che “oggi imbriglia l’intera industria manifatturiera europea, compromettendone competitività e prospettive di sviluppo”.

Al tavolo nazionale dell’automotive l’assessore ha infine ribadito la necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno alle imprese che continuano a investire nel settore, affiancando nuovi fondi alle misure già previste in Finanziaria, “a testimonianza dell’impegno del governo Meloni”.

“Occorre mettere a disposizione un fondo solido e cospicuo di risorse”, conclude Tiziana Magnacca, “rendendo al tempo stesso più flessibili ed efficaci gli strumenti di finanziamento europei, affinché l’intera filiera dell’automotive possa essere sostenuta e accompagnata nella transizione”.

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