L’Aquila. “Facendo seguito al comunicato stampa del 21/11/2025 – a mezzo del quale contestavamo alla Direzione generale della ASL 1 Abruzzo la legittimità dei recuperi forzosi avviati nei confronti di tanti cittadini ai quali veniva imputata la mancata disdetta di prenotazione di prestazioni ambulatoriali non più eseguite (risalenti finanche a 10/15 anni addietro) – abbiamo avuto modo di verificare, tramite il Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico ed il Responsabile della UOSD “Sistema di Accesso e Servizio all’Utenza”, che la ASL non ha mai adottato, prima dell’anno 2024/2025, e portato a diretta conoscenza dei cittadini interessati, alcun regolamento o provvedimento organizzativo in tema di prenotazione di prestazioni ambulatoriali e di modalità, forme e tempi delle eventuali disdette, nonché delle sanzioni applicabili in caso di inosservanza”. Ha dichiarato Antonio Santilli, presidente Conaratos.
“La violazione di elementari norme di trasparenza e degli obblighi di “avvertenza”, in merito alle conseguenze della mancata disdetta e delle sanzioni in tal caso applicabili, costituiscono evidente causa della illegittimità delle azioni di recupero forzoso e sanzionatorie poste in essere dall’Amministrazione della ASL per fatti di cui i destinatari non sono neanche in grado, dato lungo tempo trascorso, di ricostruire i contorni e perfino la stessa esistenza, posto che mai sono stati resi edotti di presupposti, termini e condizioni per l’esercizio della facoltà di disdetta e delle conseguenze in caso di inottemperanza.
Non meno grave è la constatazione che, anche in caso di regolare disdetta formulata dagli intimati, gli stessi non sono in grado di darne prova, atteso che gli Uffici CUP non hanno mai ottemperato, prima d’ora, all’obbligo di rilasciarne ricevuta.
Di tanto è stata informata la stessa Regione Abruzzo affinchè i cittadini sappiano, quando andranno ad esprimere il loro consenso con il voto, quanta gratitudine riversare nei confronti di amministratori che, certo non per queste ragioni, hanno procurato il disastroso disavanzo di bilancio della ASL 1 Abruzzo, censurato (come si apprende da recenti notizie di stampa) dalla stessa Corte dei Conti”.


