Chieti. “Il riconoscimento alla tifoseria, nato con un intento inclusivo e positivo, è un gesto da condividere pienamente”, dichiara Alessio Matarazzo. “Proprio per questo, chi ricopre ruoli di vertice nelle istituzioni civili e sportive ha il dovere di garantire che un’iniziativa di tale profilo non sia inquinata da fatti e persone inconciliabili con i valori che lo sport rappresenta”.
“La scelta di affidare il ritiro del premio a persone temporaneamente escluse dalla vita sportiva per violazioni di legge ha generato un evidente cortocircuito istituzionale che si sarebbe potuto e dovuto evitare”, sottolinea. “Curare ogni particolare di un evento pubblico organizzato sotto le insegne della massima istituzione sportiva e con il patrocinio e la collaborazione organizzativa di enti locali richiede una scrupolosa attenzione, frutto di competenza e capacità, elementi fondamentali per evitare gaffe, per essere buoni, come quella avvenuta a Chieti”.
“Le dimissioni rassegnate dal responsabile provinciale del CONI erano inevitabili e rappresentano comunque un atto di responsabilità”, prosegue Matarazzo. “Ora è necessario, senza tentennamenti, ripartire ristabilendo un clima di serenità e condivisione delle scelte che tuteli innanzitutto l’immagine delle nostre istituzioni”.
“L’impulso per voltare pagina, senza minimizzare ma con la consapevolezza e il senso di responsabilità di chi sa che bisogna andare avanti, viene dalle parole del Presidente nazionale Luciano Buonfiglio, ‘di fronte a fatti di questa gravità, servono decisioni immediate e nette’”, evidenzia. “È dunque il tempo di scrivere una nuova pagina”.
“Nell’anno in cui Chieti è Città dello Sport sarebbe stato auspicabile un coordinamento più attento tra amministrazione comunale e rappresentanza locale delle istituzioni sportive”, afferma. “È chiaro che non c’è stato e quanto avvenuto dopo è anche peggio della mancata organizzazione che ha portato all’episodio, che non può che condannarsi senza se e senza ma”.
“Non si tratta di ricercare colpe, ma di essere consapevoli che, elaborato l’errore, si deve cambiare passo per non tornare a sbagliare”, conclude Matarazzo. “Seguendo la linea tracciata dal Presidente Buonfiglio dobbiamo lavorare insieme per ricostruire fiducia, credibilità e coerenza, perché è ciò che i cittadini si aspettano da chi rappresenta lo sport anche a livello istituzionale. Abbiamo l’occasione di trasformare un errore in un punto di ripartenza. Per riuscirci servono attenzione, responsabilità e soprattutto competenza. Solo così ogni iniziativa potrà rispecchiare davvero i valori educativi e sociali dello sport. Lavoriamo insieme affinché Chieti, proprio nell’anno in cui è Città dello Sport, diventi un esempio di buona pratica istituzionale e di coerenza tra principi e azioni”.


