Avezzano. Un pronto soccorso sotto pressione, barelle ovunque, pazienti costretti ad attendere per ore e in alcuni casi per giorni prima di poter essere ricoverati in reparto.
È la fotografia drammatica di quanto sta accadendo in queste ore all’ospedale di Avezzano, dove l’affollamento ha raggiunto livelli critici a causa della grande affluenza di malati, della carenza di personale sanitario e della mancanza di strutture adeguate su un territorio vastissimo.
In alcuni momenti la situazione è diventata talmente complessa da costringere il personale a sistemare i pazienti anche all’interno dei bagni del pronto soccorso, sulle barelle, occupando gli spazi normalmente destinati ai servizi igienici. Una scena che racconta meglio di qualsiasi parola lo stato di emergenza vissuto quotidianamente da medici, infermieri e operatori sanitari, impegnati senza sosta per garantire assistenza a tutti.
Nelle ultime ore diverse persone sono rimaste in pronto soccorso anche fino a due giorni, in attesa di un posto letto nei reparti. Un’attesa estenuante per i pazienti e per i loro familiari, ma anche per il personale, chiamato a gestire un flusso continuo e incessante di accessi.
Una situazione che non è imputabile ai medici, né all’amministrazione della ASL, ma che rappresenta una vera e propria piaga del sistema sanitario, aggravata da fattori strutturali e organizzativi che da anni pesano su questo territorio. La Marsica conta oltre 130 mila abitanti e l’ospedale di Avezzano è di fatto il principale punto di riferimento per le emergenze, raccogliendo anche pazienti provenienti dalle zone limitrofe.
I pronto soccorso di Pescina e Tagliacozzo riescono ad alleggerire solo in parte il carico di lavoro, ma la gran parte delle emergenze converge comunque su Avezzano, che resta l’unico presidio in grado di far fronte ai casi più complessi. Il risultato è un pronto soccorso costantemente sovraffollato, con spazi insufficienti e organici ridotti all’osso.
La fotografia che verrà pubblicata, che mostra pazienti ricoverati sulle barelle all’interno dei bagni del pronto soccorso, è la testimonianza concreta di una sanità che lavora in condizioni di emergenza permanente. Un sistema che regge solo grazie al sacrificio quotidiano di medici e infermieri, ma che ha bisogno di interventi strutturali, nuovi investimenti, potenziamento del personale e una rete territoriale più capillare.
Perché la salute non può attendere, e nessun paziente dovrebbe mai essere costretto a vivere la propria sofferenza su una barella, in un corridoio o in un bagno di un ospedale.


