Orsogna. Benvenuti ai vignaioli del futuro: grandi emozioni si sono vissute nel convento della Santissima Annunziata di Orsogna, in provincia di Chieti, dove la Bio Cantina Sociale Orsogna ha accolto gli undici figli nati nel corso del 2025 nelle famiglie dei produttori associati.
Un simbolico abbraccio dell’intera comunità, non solo imprenditoriale e lavorativa, ma anche sociale e culturale, di una realtà leader in Abruzzo e in Italia della viticoltura biologica e biodinamica, con circa 300 soci operativi su 1.500 ettari di vigneto, da anni impegnata nella tutela della biodiversità e a riscoprire antichi vitigni e ecotipi di vite, ben 12, in particolare nell’area pedemontana della Maiella Orientale, nell’ambito del progetto “Pe’ nin perde la sumente”.
Ai genitori e parenti dei piccoli è stata consegnata una cassetta contenente alcuni oggetti simbolici: un paio di forbici dorate da potatura, poi un bavaglino, un cappellino e una maglietta “Pe’ nin perde la sumente”, una cartolina augurale personalizzata e una bottiglia magnum di Montepulciano “Pe’ nin perde la sumente” vinificato nella vendemmia 2025, che come vuole la tradizione, il nonno conserva per quando il nipote sarà grande.
Ha commentato il presidente della Bio Cantina Sociale Orsogna Giuseppe Micozzi: “La nostra realtà ha sin dagli esordi ha messo al centro il principio della responsabilità sociale d’impresa, che non riguarda solo la difesa della biodiversità perseguendo una agricoltura sostenibile, a minimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio, ma anche quella di creare lavoro, vero, appagante e dignitoso, nell’entroterra, facendo tesoro della sua ricchezza, non importabile e unica al mondo. Queste meravigliose bimbe e bimbi stanno qui a ricordare a tutta la comunità dei nostri vignaioli quanto importante sia credere nel futuro, un futuro che anzi è già qui presente”.
Questi dunque le nate e i nati del 2025, piccoli protagonisti della giornata: Anna Bellisario, con mamma Raffaella Ranieri e papà Daniele Bellisario, Sofia Aura Carusi, con mamma Roberta Taraborrelli e papà Stefano Carusi, Nina Cavalieri, con mamma Francesca Iannotti e papà Alessandro Cavalieri, Stella Di Fabrizio, con mamma Cristina Donatelli e papà Giancamillo Di Fabrizio, Giuseppe Donatangelo, con mamma Antonella Fabriano e papà Giovanni Donatangelo, Lavinia Finamore Giangiulio con mamma Lia Di Florio e papà Nico Finamore Giangiulio, Marta Gasbarri, con mamma Marica Tenaglia e papà Matteo Gasbarri, Matteo Imbastaro, con mamma Chiara Terzini e papà Nico Imbastaro, Domenico Marcucci, con mamma Marika Di Risio e papà Filippo Marcucci, Ludovico Ortolano, con mamma Assunta Torrieri e papà Roberto Ortolano.
Per il direttore della Bio cantina sociale Orsogna, Camillo Zulli, “sono questi i momenti che ti ripagano davvero dai tanti impegni e fatiche che la nostra attività impone. Abbiamo più volte spiegato che puntare sull’agricoltura biologica e biodinamica, sulla immensa ricchezza in termini di biodiversità ambientale e culturale, voleva e poteva essere una risposta anche al fenomeno dello spopolamento delle aree interne che non è affatto irreversibile, non è un destino fatale. In questi anni abbiamo tenacemente riscoperto antichi vitigni autoctoni, li abbiamo rimessi in produzione, creando così le condizioni di un nuovo protagonismo dei territori montani e pedemontani, rimasti ai margini rispetto a quelli più a valle, della produzione intensiva vitivinicola. Vedere ora queste donne e questi uomini, nostri associati, mettere al mondo un figlio, scommettere sul futuro della loro terra, dove hanno deciso di restare a vivere, ci riempie di orgoglio ed emozione”.
Ha aggiunto il direttore del Parco nazionale della Maiella, Luciano Di Martino: “il progetto di Bio Cantina Orsogna e Parco Nazionale della Maiella ‘Pe nin perde la Sumende’ include questo aspetto culturale e fortemente sociale, di salutare i nuovi nati dei soci viticoltori, a riprova che la tutela della biodiversità è inscindibile da un’azione di riscatto sociale del ruolo dei contadini, da elevare a nobile lavoro, che dà voce alla terra e offre poi il cibo a tutta la comunità. ‘Futuri Vignaiuoli’ è un messaggio di pace ed armonia con la natura”.
Ha commentato il sindaco di Orsogna, Andrea Marinucci, “la Bio Cantina Sociale Orsogna in questo bellissima giornata carica di significato, ha confermato di essere una realtà viva e radicata nell’intero territorio della Maiella orientale, e rappresenta un punto fermo e uno straordinario volano di riscatto per le aree interne, per le quali qualcuno prevedeva solo un futuro di inesorabile declino. L’agricoltura di qualità è il nostro passato e il nostro presente, capace di creare lavoro, che è una delle condizioni fondamentali per non emigrare e per mettere su famiglia e procreare”.
Hanno partecipato all’iniziativa anche il vicepresidente della Bio Cantina Sociale Orsogna, Alessandro Pinto, il presidente della Cantina San Michele, Michele del Borrello, il presidente della Cantina Eredi Legonziano Valentino Di Campli, il presidente della Cantina Sannitica, Giuseppe De Palma, Il presidente della Cantina Valpeligna, Enio Cianfaglione, il presidente di Olivicola Casolana, Piero Pietropaolo, l’etnobotanico Aurelio Manzi.


