L’Aquila. Una serata indimenticabile ha ufficialmente dato il via all’anno de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Dopo la cerimonia inaugurale, migliaia di persone hanno affollato le strade del centro storico per partecipare a un percorso narrativo all’aperto che ha trasformato la città in un palcoscenico a cielo aperto.
Lo spettacolo nel cielo e nelle strade
L’evento ha preso il via alla Fontana Luminosa con “Sotto un unico cielo”, un suggestivo spettacolo di droni che ha tenuto i presenti con il naso all’insù, catturando l’emozione dei cittadini tra scatti fotografici e applausi. La magia è proseguita lungo corso Vittorio Emanuele II con la parata di Dundu, il gigante di luce, che ha scortato la folla fino a Piazza Duomo.
Il culmine della serata si è raggiunto con la performance “La Città Celestiale” e l’accensione de “Il Faro 99”, l’installazione luminosa che, insieme all’intervento del sindaco, ha sancito la chiusura della giornata inaugurale tra performance artistiche itineranti.
Un programma lungo 300 giorni
Quello di ieri è solo l’inizio di un palinsesto che coprirà l’intero anno: 300 giorni di eventi tra produzioni originali, mostre, musica, danza e cinema. Il progetto di L’Aquila 2026 non coinvolge solo il perimetro urbano, ma si estende come un sistema territoriale che unisce aree interne, università, centri di ricerca e imprese creative.
Il programma integrerà grandi appuntamenti identitari come: La Perdonanza Celestiniana, I Cantieri dell’Immaginario, il Jazz Italiano per le Terre del Sisma e il Festival delle Città del Medioevo
Innovazione e rigenerazione
L’anno della cultura porterà con sé importanti novità strutturali. È stato annunciato l’avvio del primo Osservatorio culturale urbano in Italia, un dispositivo per misurare l’impatto sociale ed economico delle politiche culturali.
Sul fronte architettonico, il 2026 restituirà alla collettività luoghi simbolo come il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo, che si affiancano al recente ritorno del Munda presso il Forte Spagnolo. L’Aquila si presenta così come un laboratorio nazionale: una capitale che sperimenta, connette e restituisce visione al proprio territorio.


