Teramo. Vertenza Call Center ASL Teramo, Paolucci: “Impegni disattesi. Chiedo audizione urgente in Conferenza dei capigruppo il 20 gennaio”.
“Il mancato rispetto degli impegni assunti lo scorso 29 dicembre in sede di Conferenza dei capigruppo sulla vertenza del call center CUP della ASL di Teramo rappresenta un fatto grave, che non può essere ulteriormente ignorato. In quella sede, alla presenza delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, era stato concordato un ulteriore incontro da tenersi entro il 15 gennaio per fornire risposte concrete sulle proposte avanzate e sulle possibili soluzioni al cambio di appalto entrato in vigore il 1° gennaio 2026.
A oggi, quell’incontro non è mai stato convocato, Per queste ragioni chiedo formalmente che la vertenza del call center CUP ASL Teramo venga iscritta con urgenza all’ordine del giorno della Conferenza dei capigruppo convocata per il 20 gennaio, con l’audizione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori coinvolti. Servono risposte chiare, atti conseguenti e soluzioni condivise, non rinvii né promesse disattese”, così il capogruppo PD Silvio Paolucci sulla vicenda.
“Il cambio di appalto ha determinato il trasferimento del servizio dalla sede di Treglio alla sede ASL di Teramo, producendo disagi economici, personali e familiari enormi per 13 lavoratori part time, inquadrati con CCNL Multiservizi, costretti quotidianamente a percorrere fino a 200 chilometri complessivi al giorno per conservare il proprio posto di lavoro – continua Paolucci – . Parliamo di persone che vivono nelle aree interne e costiere della provincia di Chieti, di madri e padri di famiglia che stanno pagando, da soli, il prezzo di una decisione organizzativa calata dall’alto.
Una imposizione che fa perno sulla fragilità di lavoratori e lavoratrici: o ci si trasferisce o si perde il lavoro. E tutto questo sta bene alla Giunta Marsilio ed a tutti i consiglieri regionali di centrodestra specie del chietino? Durante la Conferenza dei capigruppo del 29 dicembre, l’assessora Verì aveva assunto l’impegno di riferire entro il 15 gennaio a seguito di un confronto con i direttori generali delle ASL.
Questo impegno non è stato rispettato. Il silenzio della Giunta regionale e l’assenza di una nuova convocazione da parte della Presidenza del Consiglio regionale configurano una grave disattenzione istituzionale verso una vertenza che riguarda diritti, dignità del lavoro e salute. Non è accettabile che si chiedano sacrifici solo ai lavoratori, né che si tenti di far scivolare la questione nel silenzio. La Regione ha il dovere di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e di garantire tutele concrete, soprattutto quando le conseguenze ricadono su lavoratori già precari e sottopagati. Il Consiglio regionale non può voltarsi dall’altra parte. Continuerò a seguire questa vicenda finché non verranno garantite condizioni di lavoro dignitose e una soluzione equa per tutti i lavoratori coinvolti”.


