L’Aquila. Il tema dell’accoglienza torna con forza al centro della discussione pubblica cittadina, non per iniziativa dell’amministrazione, ma grazie a un gesto concreto arrivato dal tessuto solidale della città. In assenza di risposte strutturate e tempestive da parte delle istituzioni, è stata infatti la Fraterna Tau ad assumersi la responsabilità di dare una prima risposta all’emergenza, aprendo le porte della Chiesa di San Bernardino, in Piazza d’Armi, per accogliere circa 25 persone senza fissa dimora.
Una scelta immediata e operativa che ha suscitato la dura reazione dell’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, che ha definito l’iniziativa una “provocazione”, in continuità con posizioni già espresse nei mesi scorsi. Una lettura che non può essere condivisa: chi amministra una città ha il dovere di intervenire quando emergono situazioni di fragilità, individuando soluzioni, anche temporanee, nel più breve tempo possibile.
L’azione della Fraterna Tau rappresenta un atto di responsabilità e di coraggio, che supera le polemiche e fornisce una risposta concreta, seppur momentanea. Esattamente ciò che, ad oggi, l’amministrazione comunale non è riuscita – o non ha voluto – mettere in campo.
Alla luce anche del comunicato del gruppo consiliare L’Aquila Protagonista, che invita a non semplificare la vicenda e auspica politiche concrete per governare il fenomeno, resta inevasa una domanda centrale: quale risposta intende dare l’amministrazione comunale? Il Comune, il sindaco Pierluigi Biondi e la Giunta ritengono accettabile l’attuale situazione? Esiste una volontà reale di assumere la regia del problema e costruire soluzioni credibili, oppure si continuerà a intervenire solo attraverso dichiarazioni sulla stampa?
Come gruppo politico ribadiamo il nostro pieno sostegno a tutte le iniziative cittadine che promuovono solidarietà e assistenza alle persone migranti. Continueremo a garantire supporto anche sul piano istituzionale affinché si apra un confronto serio, pragmatico e orientato ai risultati, capace di tradursi in soluzioni reali che tutelino la dignità di tutte e tutti e rendano davvero L’Aquila una città accogliente.


