Vasto. Non è solo una notizia clinica, ma una storia che restituisce il senso più autentico della sanità pubblica. In Abruzzo, per la prima volta, un neonato affetto da atrofia muscolare spinale (SMA) è stato diagnosticato precocemente e trattato con terapia genica, aprendo una prospettiva concreta di cura grazie a un percorso sanitario che ha funzionato in ogni sua fase.
Il cammino assistenziale ha preso avvio nel punto nascite e nel reparto di Ginecologia dell’Ospedale di Vasto, scelto anche da una mamma residente in Molise. Una scelta che conferma il presidio vastese come riferimento non solo per il territorio, ma per un’area più ampia che supera i confini regionali.
“Questa vicenda dimostra che quando prevenzione, competenze e organizzazione viaggiano allineate, la sanità pubblica è in grado di offrire risposte di altissimo livello, anche nei casi più complessi”, si sottolinea a livello istituzionale, rimarcando il valore di un sistema che ha messo al centro il neonato e la sua famiglia.
Determinante è stato lo screening neonatale esteso, reso obbligatorio dalla Regione Abruzzo, attraverso un test semplice e indolore effettuato poche ore dopo la nascita. Un passaggio chiave che ha consentito una diagnosi tempestiva e l’avvio immediato della terapia genica, il cui costo supera il milione di euro e testimonia l’elevato livello di innovazione garantito dal sistema sanitario regionale. Un percorso di prevenzione che, ad oggi, non risulta attivo in molte regioni limitrofe.
Dietro questo risultato non ci sono soltanto tecnologie avanzate e protocolli, ma professionalità, attenzione e umanità. Un lavoro di squadra che conferma il valore strategico del punto nascite di Vasto e dell’intera rete sanitaria regionale, capace di attrarre e assistere anche cittadini provenienti da altri territori.
“Non si tratta di negare le difficoltà quotidiane della sanità, ma di indicare con chiarezza la direzione: investire in prevenzione, innovazione e qualità dei servizi”, si evidenzia, ribadendo una visione di sistema orientata ai risultati e alla tutela dei pazienti.
Un ringraziamento sentito va al Direttore Generale Mauro Palmieri, al Direttore Sanitario Raffaele Di Nardo, a tutta l’équipe medica e al personale sanitario coinvolto, per la professionalità, la dedizione e l’umanità dimostrate in un percorso clinico di grande complessità e valore civile.


