L’Aquila. “C’è un’abitudine ormai consolidata, ed è quella adottata da Meloni/Marsilio, di parlare d’altro di fronte ai problemi delle persone e di fronte ai gravi fallimenti delle politiche di governo. Marsilio, Sospiri e Verì, dopo oltre sei anni di governo, ci vengono a raccontare la favola delle cose che si dovrebbero fare per rimettere la sanità abruzzese sul binario. Verrebbe da chiedersi che cosa hanno fatto in questi sei anni, mentre nascondevano i debiti, aumentavano gli stipendi ai manager e assistevano con inerzia al progressivo smantellamento dei servizi sanitari”. Lo ha dichiarato Daniele Marinelli, segretario regionale Pd Abruzzo.
“Intanto assistiamo a un balletto francamente indecente tra le componenti della maggioranza, con l’obiettivo di smarcarsi dal crescente e profondo malcontento popolare. Vale soltanto la pena di ricordare, sommessamente, che in giunta la delibera di aumento dell’addizionale Irpef l’hanno approvata tutti, assecondando il diktat di Marsilio, pena cacciata dalla maggioranza. Adesso si affannano con gli argomenti e gli alibi più disperati e disparati, danno la colpa al rinnovo dei contratti (come se fosse un fatto inatteso), alle spese per i servizi o per i presidi (come se non fossero prevedibili). In pratica lamentano il fatto che si debbano finanziare le poste collegate alla sanità pubblica. Ma guarda un po’!
Sono gli stessi signori che alla nostra richiesta di condividere una vertenza con il governo per aumentare il Fondo sanitario nazionale, e quindi i finanziamenti all’Abruzzo, hanno detto di no, sventolando la bandiera di Fratelli d’Italia. Altre Regioni, anche di centrodestra, hanno accettato questa sfida. In Abruzzo invece non si muove foglia che Giorgia non voglia. Infine la nota storiella che la colpa è degli altri, di quelli che c’erano prima (ormai sette anni fa), della sorte, dei fantasmi, degli alieni. Per non parlare del consigliere D’Addazio, che vuole andare in giro a spiegare la manovra: stia tranquillo, ci troverà in ogni luogo della regione per smentire la loro propaganda, ma soprattutto troverà il dissenso e il malcontento degli abruzzesi, che di quella propaganda non ne possono più.
Siamo di fronte a una classe politica insipiente e irresponsabile che in questi anni ha tollerato che 120mila abruzzesi dovessero rinunciare a curarsi e che, mentre maturava un debito enorme, distribuiva mancette e finanziava squadre di calcio, cartoni animati, feste, festicciole e sagre. Saremo in piazza giovedì all’Aquila rispondendo alla convocazione delle parti sociali, come al solito calpestate da un governo regionale arrogante, e per sostenere la battaglia in Consiglio regionale dei consiglieri del Pd e del Patto per l’Abruzzo contro l’aumento delle tasse e per una sanità pubblica più forte e più giusta. Quelli che hanno governato in questi anni hanno fallito. Liberino l’Abruzzo e se ne vadano”.