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Economia, “Territori aperti”: come fare sviluppo sostenibile nei territori fragili

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
17 Ottobre 2022
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L’Aquila. Nel pomeriggio di oggi, nell’Aula magna “Alessandro Clementi” del Dipartimento di Scienze umane dell’Università degli Studi dell’Aquila (viale Nizza 14), si è tenuto un incontro pubblico di aggiornamento sulle attività del Centro interdisciplinare di documentazione, formazione e ricerca “Territori aperti”, progetto nato da un’idea condivisa tra Comune dell’Aquila e UnivAQ e attivato grazie a un finanziamento del Fondo Territori Lavoro e Conoscenza, costituito con una sottoscrizione tra i lavoratori iscritti a Cgil, Cisl e Uil.

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L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi docenti ed esperti della materia oltre alla partecipazione del Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, della Rettrice del GSSI Paola Inverardi e del Vicesindaco del Comune dell’Aquila Raffaele Daniele. Tra i relatori il prof. Lelio Iapadre, Prorettore delegato per lo Sviluppo sostenibile e Coordinatore del progetto Territori Aperti, Università dell’Aquila; i coordinatori dei due Uffici speciali della ricostruzione dell’Aquila (USRA) e dei comuni del Cratere (USRC), rispettivamente Salvatore Provenzano e Raffaello Fico; Umberto Trasatti, Fondo Territori Lavoro e Conoscenza – Cgil, Cisl e Uil. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Giovanni Legnini, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione del sisma 2016.

Come fare sviluppo sostenibile nelle aree fragili: è stato questo il titolo scelto per l’incontro, che ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulle attività di “Territori aperti” quale centro di formazione e ricerca basato su un’infrastruttura tecnologica integrata nella rete europea SoBigData++, un sistema che lavora su tutti gli aspetti della prevenzione e della gestione dei disastri naturali e antropogenici, nonché dei processi di ricostruzione e sviluppo delle aree colpite.

 

“Il progetto Territori Aperti sta facendo nascere un centro interdisciplinare di documentazione, formazione e ricerca sui disastri naturali e antropogenici, -afferma il prof. Lelio Iapadre- che valorizza le competenze e le esperienze acquisite all’Aquila e in altri territori colpiti dai terremoti degli ultimi anni, per costruire percorsi di sviluppo sostenibile per le aree più fragili del paese. Non è un progetto accademico tradizionale, -prosegue il prof. Iapadre- ma un esempio di quei processi di collaborazione e apprendimento reciproco tra le Università, le istituzioni pubbliche, le organizzazioni sociali e le imprese, che caratterizzano la cosiddetta “terza missione” degli Atenei. Lo sviluppo sostenibile di un territorio può essere costruito soltanto dialogando con le persone che ci abitano e ci lavorano e il compito delle Università è quello di valorizzare i legami tra l’apertura internazionale dei territori e le loro possibilità di progresso economico e sociale. Questi valori -conclude il prof. Iapadre- sono particolarmente importanti in un progetto, come Territori Aperti, nato per volontà di CGIL, CISL e UIL, che ne hanno finanziato i costi con i fondi raccolti in solidarietà per le vittime del terremoto del 2009.”

 

“Lo sviluppo sostenibile dei territori colpiti dai terremoti -afferma Giovanni Legnini- rappresenta la sfida centrale, anche e soprattutto nei processi di ricostruzione post sismica. Su questo tema Territori Aperti ha avviato un lavoro molto importante e con un approccio innovativo, che può essere utile anche per massimizzare i risultati degli obiettivi e dei progetti varati e finanziati con il Piano Nazionale Complementare al PNRR. L’ambizione sottesa alla ricostruzione e ai progetti del PNC è quella di propiziare nuove occasioni di sviluppo e opportunità di neo-popolamento per territori che nell’arco di alcuni anni potranno disporre di un patrimonio edilizio più sicuro e sostenibile, di un’efficiente connessione digitale e di energia pulita e a bassi costi con l’utilizzo del 110% e la promozione di comunità energetiche. Si tratta -conclude Legnini- di un processo la cui efficacia è stata di recente attestata anche dalla Banca Europea degli Investimenti, che fornisce la provvista finanziaria alla ricostruzione del Centro Italia, la quale ha calcolato che il 70% della spesa per la ricostruzione ha un impatto positivo e favorevole sull’ambiente”.

Nella mattinata, è stata infine inaugurata la nuova sede operativa dell’Università degli studi dell’Aquila all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo (strada statale 17, località Boschetto di Pile – L’Aquila). La sede accoglie tre importanti progetti di Ateneo, “INCIPICT”, “ExEmerge” e “Territori Aperti” e costituirà il nodo di collegamento con tutti i partner dei progetti, quali enti di ricerca, istituzioni pubbliche, organizzazioni sociali e imprese.

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