Pescara. I decreti delegati sulla riforma del processo penale hanno determinato “un profondo distacco dalle cose migliori della delega, accettato passivamente da tutte le forze politiche e dunque destinato a divenire diritto vivente. È dunque ben chiaro, di fronte a simili stravolgimenti di una legge delega già così faticosamente giunta in porto, che i penalisti italiani dovranno rilanciare una forte iniziativa politica da proporre al nuovo Parlamento, che porti ad un chiaro processo di revisione almeno delle più gravi storture”. Così il presidente dell’Unione delle Camere Penali, Gian Domenico Caiazza, nella sua relazione al Congresso in corso a Pescara. Lo strumento per correggerli esiste, sottolinea Caiazza, perché la legge prevede disposizioni integrative e correttive: “Ecco dunque un chiaro indirizzo per la nostra iniziativa politica dei prossimi mesi”.
Prima delle elezioni, l’Unione delle Camere Penali aveva rivolto alle forze politiche l’invito a esprimersi sui temi che i penalisti ritengono più urgenti, dalla separazione delle carriere all’inappellabilità delle sentenze. Nella sua relazione al Congresso in corso a Pescara, il presidente della Ucpi, Gian Domenico Caiazza, sottolinea come “le risposte pubblicamente ottenute ci consentono di dire che, numeri alla mano, esiste nel nuovo Parlamento – ed anche a prescindere dagli assetti di Governo che si definiranno – una maggioranza assoluta a favore della separazione delle carriere, ed una larga maggioranza favorevole alla inappellabilità delle sentenze di assoluzione”. “Forse anche sulla prescrizione – rileva – potrebbero ricomporsi maggioranze importanti. Molto più sfumata la risposta sui fuori ruolo”.
“Quanto alla separazione delle carriere – afferma Caiazza -, non possiamo che essere compiaciuti di un così largo consenso intorno alla nostra più antica ed identitaria battaglia politica, culminata nella proposizione della legge di iniziativa popolare sottoscritta da 72mila cittadini. Sarà nostro compito, sin da subito, mettere in campo ogni più opportuna iniziativa perché alle parole seguano i fatti”, aggiunge, “E sui fatti occorre intendersi, perché non vorremo, come già accaduto in passato, che la spinta riformatrice per la separazione delle carriere scolorisse nella ben diversa ed illusoria soluzione della separazione delle funzioni, equivoco d’altronde largamente alimentato dalla recente, rabberciata iniziativa referendaria”. “C’è una sola strada per la separazione delle carriere, ed è quella della riforma
costituzionale”, conclude.
“Fino a quando i ruoli apicali del ministero di Giustizia saranno appaltati o comunque fortemente governati dalla espressione che definirei pressoché ‘militare’ della magistratura associata, mediante la pratica, unica al mondo, del distacco di un centinaio di togati fuori ruolo in via Arenula, dobbiamo essere certi che il momento della stesura dei decreti delegati sarà sempre il punto più alto di crisi in quello squilibrio tra potere esecutivo e potere giudiziario che affligge da decenni il nostro Paese”. È il duro attacco del presidente dell’Unione delle Camere Penali, Gian Domenico Caiazza, nella sua relazione al Congresso in corso a Pescara. Caiazza critica il fatto che i decreti attuativi della riforma del processo penali si discostino dalla delega.
“Le parole d’ordine securitarie sono concime fertile per nutrire e far crescere le paure ancestrali ed i sentimenti di rivalsa o di vendetta sociale che, ovviamente, sono materia del più facile consenso elettorale” ma “una politica responsabile non può non prendere atto della condizione esplosiva delle carceri italiane, né può voltare lo sguardo di fronte alla ignominia del fenomeno dei suicidi”. Lo afferma il presidente dell’Unione delle camere penali, Gian Domenico Caiazza, nella sua relazione al Congresso dell’Ucpi in corso a Pescara. “Occorre dialogare, confrontarsi, impegnarsi a convincere”, è l’appello.

