L’Aquila. Il 24 aprile del 2021 la Polizia di Stato eseguiva un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti
di trenta cittadini nigeriani, indiziati di appartenere all’organizzazione di stampo mafioso “Black
Axe”, costituita in Nigeria, ma ramificata e organizzata in ogni Paese in cui è presente un nucleo
di immigrazione nigeriana.
Il capo del ramo italiano aveva scelto L’Aquila come propria dimora, pensando che una città
periferica si prestasse meglio a mimetizzare le attività illecite dei Black Axe. Il calcolo si è
rivelato inesatto, perché gli investigatori dello Sco, della Squadra Mobile e della Sezione di
Polizia Giudiziaria della Procura dell’Aquila sono riusciti a raccogliere materiale sufficiente per
l’emissione delle ordinanze cautelari.
Ieri 16 maggio, a circa un anno di distanza dagli arresti, sono arrivate le prime dure condanne
per tutti i sei imputati che hanno scelto il rito abbreviato: Il GUP del Tribunale dell’Aquila ha
condannato a 12 anni e sei mesi di reclusione ed € 20000 di multa IGIEHON Martins, ad anni 8
di reclusione ISSAC Promise, ad anni 6 di reclusione ed € 400 di multa HALEKHUOSA Osazee, ad
anni 5 e mesi 4 di reclusione IYALEKHUOSA Nosa, ad anni 9 e mesi 2 di reclusione ed € 20000 di
multa OZIEGBE Marc Bright, e ad anni 8 di reclusione OMORODION Joseph Eseosasere. Per gli
altri imputati si sta celebrando il dibattimento con rito ordinario, e quindi con tempi più lunghi,
dinanzi al Tribunale collegiale.
Benché le condanne siano solo la prima tappa del lungo iter processuale, che potrebbe quindi
avere anche diversi esiti, esse costituiscono un severo banco di prova – superato con successo –
per la serietà del lavoro degli investigatori e della Procura.



