
Pescara. La quarta dose (o secondo booster) di vaccino anti-Covid “non ha senso per tutti. Va bene per i fragili seriamente immunocompromessi e per i grandi anziani. L’idea è di allugare la protezione fino all’estate in questa parte di popolazione più a rischio sperando che a giugno poi il Sars-CoV-2 circoli meno. Ma non ha senso una quarta dose per tutti, mentre potrebbe averla in autunno.
Anche in quel caso, però, andranno valutati i dati e le persone che dovranno riceverla, ma con i nuovi vaccini. E ce ne sono allo studio i bivalenti, contro influenza e Omicron e trivalenti, contro influenza, omicron e sinciziale respiratoria”. E se in autunno “non vedremo un rialzo dei contagi, si può valutare di somministrare un nuovo vaccino ai fragili, agli anziani, agli operatori sanitari e agli insegnanti”.
Così all’ANSA il direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma, Massimo Ciccozzi, sottolineando che il vero
banco di prova partirà da metà settembre quando riapriranno le scuole e quando si tornerà al lavoro dopo le ferie estive.
“Ciò che dobbiamo dire – sottolinea Ciccozzi – è di fare la terza dose. Questo sì che è importante perchè il booster dà una netta protezione sia dal contagio che soprattutto dalla malattia severa”. Interessante, in questa fase e guardando all’autunno, secondo Ciccozzi il fatto che “non appaiono nuove varianti. È sempre Omicron che si presenta in forme ricombinanti”. Sia Omicron 4 sia Omicron 5, “hanno ulteriori mutazioni (S:L452R e S:F486V) nella regione di Spike” di Sars-CoV-2, quella che il virus utilizza per agganciare le
cellule bersaglio, nonché “mutazioni uniche al di fuori di Spike”, spiega Ciccozzi, “ma non ci sono nuove varianti”. Questo comporta – dice l’esperto – che la sintomatologia resta la stessa della prima ondata di Omicron, pur se con qualche sintomo diverso che si è aggiunto, mentre il periodo di malattia si mantiene su 8-10 giorni. Quindi possiamo dire massimo contagio ed espressione blanda”. Allo stato attuale “non si sa se arriveranno altre varianti più contagiose. Più contagiosa di questa non la vedo. Forse ci stiamo avvicinando all’adattamento dell’uomo al virus”.



