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Meritocrazia Italia: “Urgono misure di compensazione a fronte del rincaro dei prezzi delle materie prime”

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
5 Gennaio 2022
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L’Aquila. “L’incremento esorbitante dei prezzi di materie prime e semilavorati è problema che riguarda sia gli operatori economici delle commesse pubbliche sia gli operatori del settore privato. Utile ma certamente non risolutivo è il decreto ‘sostegni bis'”. Queste le parole del presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello.

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Per evitare ulteriori ritardi alla ripresa economica, Meritocrazia Italia ritiene improcrastinabile introdurre idonee misure di compensazione anche a sostegno del settore privato delle costruzioni; introdurre una proroga per l’anno 2021 all’affidamento delle gare; assicurare l’esonero dal versamento dell’Iva per le attività produttive impegnate nella ricostruzione nella zona del cratere sismico; rendere ordinatorio il termine previsto dal decreto Sostegni bis per la presentazione delle istanze di compensazione.

La crisi emergenziale non molla la presa sull’economia reale.

Dall’autunno 2020 è ripartita con gradualità la domanda di prodotti e servizi, ma le industrie di produzione, costrette a tenere fermi gli impianti nella precedente primavera, non si sono fatte trovare pronte alla ripartenza. Così, al momento del recupero della fiducia e della ripresa degli ordini, le scorte si sono rivelate insufficienti, determinando un incremento esorbitante (in alcuni del 130%) dei prezzi di materie prime e semilavorati.

Il problema riguarda certamente gli operatori economici delle commesse pubbliche, che avevano presentato la propria offerta nelle espletande procedure di gara prima del rincaro. Ma non sfuggono agli affanni neppure gli operatori del settore privato, fortemente interessato a un riequilibrio dei prezzi delle materie prime in considerazione delle misure di ripresa introdotte dal Recovery Fund ai fini del rilancio dell’edilizia privata.

Utile ma certamente non risolutivo è il decreto sostegni bis, con il quale, in deroga alla disciplina ordinaria, è stata prevista, per gli appalti pubblici in corso di esecuzione al 24 luglio 2021, la possibilità per l’appaltatore di presentare alla stazione appaltante istanza di compensazione, a pena di decadenza entro quindici giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile di rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, dei prezzi dei materiali da costruzione più significativi.

Al netto del conseguente effetto discriminante a carico degli affidatari di commesse pubbliche in caso di tardiva presentazione dell’istanza di compensazione, rimane il nodo per il caro materiali nei lavori privati, che rischia di pregiudicare la ripartenza dei relativi ambiti di intervento (i.e. lavori da superbonus 110%, interventi pianificati nell’ambito dell’edilizia scolastica, attività produttive che hanno sede nel cratere sismico, etc.).

Per questo, Meritocrazia Italia ritiene quanto mai improcrastinabile:

– introdurre idonee misure di compensazione, a fronte del forte rincaro del costo dei materiali e delle materie prime, anche a sostegno del settore privato delle costruzioni, analogamente a quanto previsto per il settore dei lavori pubblici;

– introdurre una proroga per l’anno 2021 all’affidamento delle gare e consentire ‘in via eccezionale’ l’utilizzo delle economie di spesa, con riferimento al settore dell’edilizia scolastica;

– assicurare, senza che ciò comporti maggiori oneri per lo Stato, l’esonero dal versamento dell’iva per le attività produttive impegnate nella ricostruzione nella zona del cratere sismico;

– rendere ordinatorio il termine previsto dal decreto sostegni bis, affinché tutti gli appaltatori di commesse pubbliche possano presentare istanza di compensazione dei prezzi.

I correttivi richiesti sono imprescindibili se non si vuole ritardare gravemente la ripresa economica del paese nel settore delle commesse pubbliche e tarpare del tutto le ali all’edilizia privata, settore trainante dell’economia italiana.

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