
Chieti. Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Faisa Cisl hanno proclamato per il prossimo 8 novembre uno sciopero di 4 ore dei lavoratori della società di trasporto “La Panoramica” di Chieti dopo che è andato a vuoto il lungo tentativo di conciliazione seguito alla disdetta unilaterale, esattamente un anno fa, del contratto aziendale da parte dell’impresa. I lavoratori lunedì terranno dunque un presidio davanti al Comune di Chieti. La disdetta unilaterale ha comportato una decurtazione in busta paga di oltre 300 euro al mese.
“A nulla è servita la diffida delle Rappresentanze Sindacali Aziendali delle tre sigle in vertenza” si legge in una nota rilasciata, “i lavoratori si sono trovati di fronte un muro di gomma che li colloca sui mezzi con percorrenze sottostimate che assorbono anche le poche soste, solo teoriche, negando quindi anche i tempi fisiologici, il tutto in un contesto Nazionale che parla di ripresa, e incremento delle risorse verso i trasporti pubblici. I lavoratori della Panoramica, che intendono difendere i loro diritti, ed il diritto alla mobilità dei cittadini teatini e degli studenti dovranno scioperare fermando la città nel mattino di lunedì, per scendere in piazza con un presidio che terranno di fronte al Comune di Chieti, sperando in quell’intervento che fu promesso a gran voce”.
E infine la “stoccata” alla politica. “Non sarà sfuggito il fatto”, sottolineano inoltre i sindacati, “che l’impresa ha accusato tutte le forze politiche sia quelle del precedente governo regionale di centro-sinistra e sia quelle dell’attuale governo regionale di centro-destra di aver adottato provvedimenti che avrebbero determinato il collasso economico-finanziario delle aziende”. Di qui le segreterie regionali delle tre sigle sindacali chiedono dove sono i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione eletti in Provincia di Chieti, perché tacciono e non provano a difendere gli interessi del proprio territorio al pari di come invece hanno fatto e continuano a fare rappresentanti regionali delle altre province, e perché non si apre un dibattito franco sulle reali risorse stanziate per i trasporti dalla Regione e su quelle altrettanto significative e certe stanziate dal Governo nazionale.


