Pescara. Spoltore ricorda l’assessore pescarese di cinquant’anni fa Giovanni Contratti e lo ha fatto questa mattina intitolandogli una via che dal Municipio scende verso l’ex convento. Assessore al comune di Pescara negli anni ’70, Contratti salì agli onori della cronaca per aver denunciato per primo l’inquinamento del fiume Pescara, e le problematiche legate al sito di Bussi e per questo, come ricordano le cronache del tempo, fu isolato e costretto a lasciare la politica attiva. Questa mattina al taglio del nastro di via Contratti hanno partecipato fra gli altri il presidente della Regione Marco Marsilio, il Procuratore Capo della Repubblica Giuseppe Bellelli, il commissario straordinario per la Ricostruzione Giovanni Legnini, già Presidente della commissione di inchiesta sul sito inquinato di Bussi e il Presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri.
Presente fra gli altri il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta e di Bolognano Guido Di Bartolomeo oltre a Giovanna Contratti, nipote del politico pescarese. “Ho davvero un bel ricordo di mio nonno che capì l’importanza della lotta all’inquinamento e che si trovò di fronte il colosso della Montedison. Lui dedicò il suo lavoro di medico alla vita pubblica e politica e oggi a noi come familiari fa davvero piacere questa intitolazione. Oggi sono medico grazie anche alla passione che mi ha trasmesso questa passione”. Il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito: “Quella di oggi è una giornata importante perché ricordiamo una persona che tanto ha fatto per la nostra comunità e che con coraggio denunciò i veleni di Bussi. Oggi ricordiamo questa persona intitolandogli una via come facemmo qualche settimana fa intitolammo una strada a Peppino Impastato”.
Giuseppe Bellelli, oggi procuratore capo di Pescara, condusse la pubblica accusa nel processo sulla discarica di Bussi sul Tirino, e ospite a Spoltore (Pescara) questa mattina per l’intitolazione.”Ringrazio tutti per questa iniziativa che rende omaggio a una storia della nostra regione e sappiamo spesso che la memoria è spesso scomoda. Nel processo Bussi-Montedison abbiamo avuto due fasi delle indagini: quella del 2006-2007, individuazione dell’inquinamento della mega discarica con le indagini del generale Guido Conti che oggi non c’è più, e poi la fase successiva con il rinvenimento di documenti di anni e anni e che ci permisero di ricostruire i fatti. E fra quei documenti c’erano anche degli atti firmati da Giovanni Contratti. Contratti fu un eroe borghese, un uomo della vita comune chiamato a svolgere la pubblica funzione. Contratti fu un uomo lungimirante perché parliamo di cinquant’anni fa. Eravamo agli inizi degli anni ’70, con la cultura ambientalista che era ancora di nicchia, per pochi. Per questo Contratti fu un pioniere. Nella ricostruzione processuale della vicenda i documenti raccolti provano che Contratti aveva capito tutto, scrivendo direttamente alla Montedison. Una delle lettere di Giovanni contratti fu quella del 18 maggio del 1972″.

