Pescara. “La pandemia ha stravolto le nostre vite, ma ci ha anche un po’ obbligati a riscoprire il valore delle piccole comunità e anche le potenzialità che contengono”.
Così Mara Carfagna, ministra per la Coesione territoriale, ha esordito nel suo intervento al Festival della soft economy, in cui stamani si è parlato dell’importanza “strategica” dei piccoli borghi. “Potenzialità – ha aggiunto – non soltanto dal punto di vista del turismo, ma anche dal punto di vista di possibili luoghi di lavoro con un’alta qualità della vita”.
Carfagna ha definito le aree interne “spina dorsale del Paese”, ricordando che ci vivono “oltre 10 milioni di cittadini, sono presenti 800 mila imprese e il 31% dei beni culturali censiti”. “Il biennio 2020-2021 ha cambiato tutto con l’impegno dell’Europa – ha aggiunto la ministra – e se ieri il nostro nemico era la carenza di risorse, oggi è l’incapacità o la difficoltà amministrativa di mettere in campo progetti validi”.
“Oggi occorre anche cambiare l’atteggiamento dell’Italia interna nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee – ha detto ancora Carfagna – Non deve esserci più rassegnazione, ma fiducia e partecipazione”. “Serve un vero e proprio
patto tra enti locali, Regioni, governo nazionale, istituzioni comunitarie e mondo dell’associazionismo – ha concluso la ministra – proprio per cogliere al meglio le grandi finestre di opportunità che abbiamo davanti”.



