In Italia negli ultimi 45 giorni il 69,2% dei tamponi sequenziati è risultato positivo alla variante delta, che ha superato la alfa, ferma al 17,3% e al 2 agosto il valore ha raggiunto l’85%.
Nuovi casi di infezione causati dalla variante delta sono stati segnalati in tutte le Regioni/PPAA. I dati sono contenuti nel sesto bollettino dell’ISS Nel mese di luglio è stato sequenziato il 6,6% dei tamponi positivi per Sars-CoV-2. La percentuale di sequenze ascrivibili alla variante delta, è risultata pari al 2,09% ad aprile, al 7,48% a maggio, al 40,15% a giugno, al 85,66% a luglio (dati al 2 agosto 2021) con un andamento in crescita.
Negli ultimi 45 giorni nuovi casi di infezione causati dalla variante delta sono stati segnalati in tutte le Regioni/PPAA. Si osservano casi di infezione causati dalla variante delta in tutte le fasce di età, con una percentuale maggiore di casi in soggetti di età compresa tra i 10 ed i 29 anni. La frequenza dei casi causati dalla variante alfa, spiega l’Iss, è in forte diminuzione, mentre rimane stabile la loro diffusione territoriale. Anche la frequenza di casi causati dalla variante gamma (lignaggio P.1) del virus SARS-CoV-2 è in diminuzione, con una diffusione maggiore in alcune Regioni/PPAA italiane. Dal 29 aprile 2021 è attiva la piattaforma per la sorveglianza genomica delle varianti di SARS-oV-2 (I-Co-Gen), sviluppata e coordinata dall’Iss. Il modulo, dedicato all’analisi e condivisione dei dati di sequenziamento del SARS-CoV-2 a livello nazionale, conta più di 21.000 sequenze.


