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Coronavirus e Fase 2, via l’Iva su mascherine e obbligo di utilizzo su tutti i mezzi pubblici

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
27 Aprile 2020
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L’Aquila. Gli italiani dovranno convivere a lungo con mascherine, guanti e gel. E anche dopo il 4 maggio, quando si allargheranno le maglie delle restrizioni, dovranno fare a meno di abbracci e strette di mano. Da quel giorno, saranno però permesse le visite ai familiari, purché non si trasformino in rimpatriate, mentre saranno ancora vietati gli spostamenti da regione a regione, anche se sarà “consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Piano piano sarà comunque possibile uscire di casa per lavoro e fare acquisti. In base alle indicazioni contenute nella bozza di Dpcm, in tutta Italia oggi riaprono i cantieri pubblici e il 4 maggio quelli privati. Poi, via via, parchi, negozi, ristoranti. Ferme restando le norme base di sicurezza, le varie categorie stanno stilando protocolli ad hoc per garantire la sicurezza di personale e clienti.

“Via l’iva sulle mascherine nel prossimo decreto”, ha sottolineato il premier Conte nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza che fissa il prezzo fisso delle mascherine, come annunciato dal premier  in conferenza stampa. L’ordinanza si compone di un solo articolo. “Il prezzo finale di vendita al consumo dei prodotti indicati nell’allegato 1, praticato dai rivenditori finali”, è scritto, “non può essere superiore, per ciascuna unità, a 0,50 centesimi di euro, al netto dell’imposta sul valore aggiunto”.

“Non sono soggetti all’obbligo” di mascherine “i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti”. E’ quanto prevede il Dpcm sulla fase due che conferma l’obbligo di mascherine “nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza”.

Mascherine a prezzo bloccato a 50 centesimi e obbligatorie su tutti i mezzi pubblici. Potranno essere di stoffa e non saranno una misura sostitutiva al distanziamento sociale, che è destinato a diventare la parola d’ordine soprattutto per chi dovrà spostarsi con bus, metro, treni, aerei o traghetti. Lo prevedono le linee guida sui trasporti messe a punto dalla ministra Paola De Micheli, che sono pronte per essere allegate al dpcm sulla Fase 2.

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Per garantire la distanza di almeno un metro, i mezzi pubblici avranno un numero massimo di posti, con appositi marker sui sedili, ed è prevista una maggior frequenza nelle ore di punta. Un banco di prova molto importante, quello che attende i trasporti, come sottolinea anche il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, sollecitando a mettere in campo “tutte le misure” per questo che è uno dei settori “più delicati”. La logica seguita dalla titolare dei Trasporti è quella di trovare un equilibrio tra la sicurezza e la possibilità di muoversi, evitando che le nuove misure si traducano in un maggior ricorso all’automobile. Anche per questo motivo sono in arrivo incentivi per la mobilità alternativa e sostenibile, come biciclette e monopattini: l’ammontare delle risorse è al momento oggetto di discussione con il Ministero dell’economia, ma il meccanismo dovrebbe essere quello di anticipare parte dei soldi già stanziati per i prossimi anni.

Tornando alle linee guida, tra le ultime novità spicca l’obbligo per i passeggeri di qualunque mezzo della mascherina, che dovrà coprire naso e bocca e potrà essere anche di stoffa. I mezzi avranno un numero massimo di passeggeri, in modo da garantire la distanza di un metro, con marker sui sedili dove non è possibile sedersi. Per garantire il distanziamento, inoltre – che verrà ricordato ai passeggeri anche con messaggi sonori -, sono previsti flussi differenziati (con l’apertura differenziata delle porte) per la salita e la discesa dai mezzi, ma anche per l’accesso e l’uscita dalle stazioni e dagli aeroporti. Il mantenimento delle distanze va garantito (con segnaletica e percorsi guidati) anche negli spostamenti all’interno delle stazioni e nelle aree di attesa e sosta dei passeggeri.

Le stazioni ferroviarie verranno dotate di dispenser e sono previste limitazioni per l’uso delle sale d’attesa. Tutto questo sarà demandato alle società di trasporto, che dovranno attuare interventi gestionali e misure organizzative per garantire il contingentamento degli ingressi alle stazioni, degli accessi ai mezzi e il mantenimento della distanza nelle stazioni e alle fermate dei bus. Sospesa anche la bigliettazione a bordo, laddove ancora viene fatta. Infine, è prevista una maggior frequenza dei mezzi pubblici nelle ore di punta.

Obbligo di mascherine anche per il trasporto non di linea, per il quale si suggerisce di dotare le vetture di “divisori”, mentre per le vetture omologate per 6 o più passeggeri l’obbligo è di far salire non più di due passeggeri per ogni fila di sedili. Confermata la misurazione della temperatura in tutti gli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie (non in metro): in particolare ci saranno termoscanner nei grandi hub e misurazione della temperatura ai terminal di imbarco di partenza e arrivo degli altri aeroporti e ai gate delle stazioni dei treni. Aumenteranno anche le macchinette per i biglietti self service, che verranno sanificate più volte al giorno, mentre degli adesivi a terra aiuteranno gli utenti a mantenere la giusta distanza.

Sul prezzo delle mascherine, il premier Giuseppe Conte ha annunciato che sarà azzerata l’Iva e che sarà fissato a 50 centesimi. Ma i sindacati chiedono, in un lungo elenco di proposte, che vengano distribuite gratuitamente alle fasce più deboli della popolazione.

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