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Coronavirus, ecco quando ci saranno zero contagi in Abruzzo secondo l’Osservatorio della salute

Francesca Trinchini di Francesca Trinchini
20 Aprile 2020
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L’Aquila. L’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane disegna la mappa del contagio nelle regioni italiane, affermando che ci saranno “zero contagi dal 12 maggio, nel Lazio e al sud da fine aprile”. Secondo l’Osservatorio, non ci sarà nessun nuovo contagio in Abruzzo non prima del 7 maggio.

“Le regioni del centro-nord in cui la diffusione di Sars-Cov-2 è iniziata prima saranno verosimilmente le ultime a liberarsi dalla morsa di Covid-19. Le prime potrebbero essere Basilicata e Umbria il 21 aprile; il Lazio dovrà probabilmente attendere almeno il 12 maggio; Veneto e Piemonte il 21 maggio; Emilia Romagna e Toscana non ne usciranno prima della fine di maggio, mentre il sud Italia potrà forse cominciare a vedere la luce tra fine aprile e inizio maggio” spiegano gli esperti. A disegnare la “mappa” è l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e ordinario di igiene all’università Cattolica, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio.

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Secondo gli esperti, “la fine dell’emergenza Covid-19 in Italia potrebbe avere tempistiche diverse nelle regioni a seconda dei territori più o meno esposti all’epidemia”. In questo momento di pianificazione della cosiddetta fase 2, “è quanto mai necessario fornire una valutazione sulla gradualità e l’evoluzione dei contagi, al fine di dare il supporto necessario alle importanti scelte politiche dei prossimi giorni” afferma Solipaca. Per questo “l’Osservatorio ha effettuato un’analisi con l’obiettivo di individuare non la data esatta, ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi”. Un lavoro che “si basa sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla protezione civile dal 24 febbraio al 17 aprile”.

Ecco la tabella dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane con “la data minima di assenza di nuovi casi di contagio”, regione per regione: Piemonte 21 maggio, Valle d’Aosta 13 maggio, Lombardia 28 giugno, Bolzano 26 maggio, Trento 16 maggio, Veneto 21 maggio, Friuli Venezia Giulia 19 maggio, Liguria 14 maggio, Emilia Romagna 29 maggio, Toscana 30 maggio, Umbria 21 aprile, Marche 27 giugno, Lazio 12 maggio, Abruzzo 7 maggio, Molise 26 aprile, Campania 9 maggio, Puglia 7 maggio, Basilicata 21 aprile, Calabria 1 maggio, Sicilia 30 aprile, Sardegna 29 aprile.

 

“I modelli statistici stimati per ogni regione sono di tipo regressivo, di natura non lineare” spiegano dall’Osservatorio “e quindi non sono di tipo epidemiologico, pertanto non fondati sull’ammontare della popolazione esposta, di quella suscettibile e sul coefficiente di contagiosità R0, ma approssimano l’andamento dei nuovi casi osservati nel tempo. Le proiezioni tengono conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dai Dpcm. Pertanto eventuali misure di allentamento del lockdown, con riaperture delle attività e della circolazione di persone che dovessero intervenire a partire da oggi, renderebbero le proiezioni non più verosimili”.

Infine, gli specialisti sottolineano che “la precisione delle proiezioni è legata alla corretta rilevazione dei nuovi contagi. È infatti noto che questi possono essere sottostimati a causa dei contagiati asintomatici e del numero di tamponi effettuati”. Ciò premesso, secondo le proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane “a uscire per prime dal contagio da Covid-19 sarebbero la Basilicata e l’Umbria, che il 17 aprile contavano rispettivamente solo 1 e 8 nuovi casi; le ultime sarebbero le regioni del centro-nord nelle quali il contagio è iniziato prima. In Lombardia, in cui si è verificato il primo contagio, non è lecito attendersi l’azzeramento dei nuovi casi prima del 28 giugno, nelle Marche non prima del 27 giugno. Infatti per entrambe le regioni il trend in diminuzione è particolarmente lento”.

 

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