Vasto. Domenica della Palme in tempo di Covid-19. Le parrocchie, non potendo contare sulla presenza dei fedeli, si sono organizzate in maniera autonoma. Ma i parroci hanno voluto
lasciare un segno o avere un contatto spirituale con le loro comunità. A San Salvo don Raimondo Artese, parroco di San Giuseppe, ha invitato i suoi fedeli a collocare sulla tavola spoglia della cucina un crocifisso presente “collocato sopra un bel cuscino o una bella stoffa. Se non abbiamo la croce possiamo provare a costruirla insieme. Accanto mettiamo un cero e la Bibbia, aperta su Matteo 21,1-11,un vaso con due rami di verde, che possiamo tagliare in giardino o in strada se sarà possibile. Ci raccogliamo in silenzio” e poi “mettiamo fuori dalla porta di casa un rametto di ulivo o una palma, anche fatta da voi, come segno anche per
gli altri”.
Mentre don Beniamino Di Renzo, parroco a San Salvo di San Nicola vescovo, e don Matteo Gattafoni, parroco di San Remigio vescovo a Fara San Martino, hanno benedetto i ramoscelli d’ulivo che conserveranno in canonica “in attesa che finisca al più presto questa emergenza per poi consegnarli a ogni
famiglia” delle rispettive parrocchie. “Non importa quanto tempo dovrò aspettare. Ma i rametti sono qui per loro, a disposizione perché nessuno ne possa rimanere senza” dice don Beniamino. E poi tante messe trasmesse in dirette su Facebook cominciando da Vasto (Concattedrale San Giuseppe, Santa Maria Maggiore, San Paolo Apostolo e San Giovanni Bosco), San Salvo (San Nicola Vescovo e San Giuseppe), dalla Basilica di Santa Maria dei Miracoli a Casalbordino, e poi da Casalanguida (Santa Maria Maddalena), Cupello (Natività di Maria Santissima), Fara San Martino /San Remigio vescovo), Monteodorisio (Santuario Madonna delle Grazie), Pollutri (Santissimo Salvatore) e Torino di Sangro (Santissimo Salvatore)


