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Violenza sessuale nel dormitorio, marocchino assolto in appello. Era stato condannato a otto anni

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
22 Novembre 2019
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Avezzano. Violenza sessuale nel dormitorio dopo averla drogata. Con questa accusa un marocchino  era stato condannato a otto anni di reclusione per aver stuprato tutta la notte una ragazza di Avezzano nella palestra abbandonata dello Scientifico.  Ora è stato  stata assolto perché il fatto non sussiste dopo due anni e mezzo di processo e dopo una condanna a otto anni in primo grado.

La sentenza è stata ribaltata dalla  Corte d’Appello dell’Aquila che aveva ritenuto “assolutamente necessario, ai fini della decisione, procedere a un nuovo esame della persona offesa, oltre che all’acquisizione del fascicolo fotografico mostrato alla ragazza durante le indagini”.  Quindi la ragazza era stata risentita nelle scorse settimane dagli agenti del commissariato di Avezzano.

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Il fatto era avvenuto  a marzo del 2017 e  aveva fatto molto scalpore in città. Il presunto stupratore era stato condannato in primo grado  per aver drogato, picchiato e violentato la ragazza di Avezzano. La sentenza del tribunale di Avezzano era stata emessa nei confronti di Ghettas Yassine, 28 anni, marocchino pregiudicato residente in città.

Quella notte, secondo l’accusa, il marocchino avrebbe offerto una dose di crack da fumare alla giovane avezzanese di 30 anni con alle spalle problemi di tossicodipendenza per farla entrare nel cantiere della palestra che si trova accanto al Liceo scientifico, un luogo che in passato era stato usato per lo spaccio o come dormitorio.

Secondo l’accusa, sotto la minaccia di una lametta,  la giovane aveva tentato di ribellarsi ma Yassine l’aveva colpita ripetutamente con calci e pugni, fino a stordirla, per poi abusarne sessualmente, facendola finire in ospedale con una prognosi di dieci giorni e con lesioni alla testa e all’orecchio. Il mattino seguente, dopo una notte da incubo, non era rientrata nella casa di accoglienza e si era rivolta ad alcuni familiari, raccontando quanto le era capitato per poi rivolgersi  alla polizia.

Per i difensori, gli avvocati  Luca e Pasquale Motta, “la Corte d’appello con questa assoluzione ha  ridato non solo la  libertà ma  anche  la dignità di uomo a un innocente”. Lo straniero è stato condannato a due anni di reclusione per aver ferito la ragazza a un orecchio.

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