Pescara. Mettere insieme la più grande associazione culturale italiana e l’università, poichè entrambi sono “di strada” per i cittadini, cioè entrambi sono luoghi sociali che rientrano con facilità negli itinerari possibili per chi vuole apprendere e riflettere (ed eventualmente darsi da fare). Questa è l’idea alla base dell’ “Università di Strada – Scuola di Politica”, una iniziativa che nasce in un momento in cui l’Arci ha da poco compiuto 60 anni allo scopo di sostenere la propria campagna pubblica e di opinione sul fatto che al nostro paese servono più cultura e meno paura. “E’ una serie di incontri e di lezioni che possono essere ospitati nei circoli associativi e in ogni altro luogo delle nostre città, come librerie, sale pubbliche, scuole”, dice l’Arci, “dove presentare idee e analisi sulla società e su ciò che riteniamo sia prioritario per una discussione propositiva sulla fase che attraversiamo”. Ad animare le lezioni dell’Università di strada saranno ricercatori ed esperti (non solo accademici) capaci di affrontare temi che solitamente i mezzi di comunicazione di massa trattano con superficialità o su cui direttamente sorvolano.
L’Arci mette a disposizione del progetto i propri circoli e offre un coordinamento nazionale alla rete dell’Università di Strada, il cui rettore è una personalità dall’energia e dall’esperienza non comune come Luciana Castellina.
molti altri paesi europei hanno fatto esattamente il contrario, aumentando il budget per l’istruzione”.
Senza investimenti la didattica e la ricerca vanno avanti come possono, cioè con grandi sforzi individuali che il sistema indirizza verso un’esasperata competizione per risorse scarsissime. Eppure nelle nostre Università ci sono centinaia e centinaia di giovani ricercatori e di docenti che elaborano una gran quantità di contenuti e di idee su temi di enorme interesse pubblico come l’energia, l’ambiente, i diritti, le disuguaglianze, l’informazione, le tecnologie, l’arte”.

