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Approvata modifica di legge sulle case popolari, arriva il sì in Regione tra le polemiche: è scontro tra Marsilio e Pettinari

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
15 Ottobre 2019
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L’Aquila. Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il progetto di legge sulla disciplina delle assegnazioni della case popolari: a favore ha votato il centrodestra, tra le opposizioni c’è stato il “no” del centrosinistra e l’astensione del Movimento 5 stelle. L’esame è avvenuto in un clima caratterizzato da alcuni duri scontri. A ridosso della discussione generale, c’è stato un attacco al presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

Come raccontato da AbruzzoLive, il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Sara Marcozzi, ha sottolineato che “mentre noi siamo qui, Marsilio sta tranquillamente pranzando in mensa”, esibendo la foto di conferma sul cellulare. Al presidente dell’assise, Lorenzo Sospiri, che stava tentando di aprire la discussione generale sul provvedimento della case popolari, Marcozzi e il collega pentastellato Domenico Pettinari hanno chiesto la sospensione della seduta. “La riprenderemo quando Marsilio avrà preso il caffè”, hanno esclamato i pentastellati.

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“Marsilio è l’ispiratore della legge”, ha argomentato Pettinari, “mi sento offeso dalla sua assenza. Non dobbiamo iniziare!”. Anche Sandro Mariani, capogruppo di Abruzzo in Comune, ha attaccato che “sono otto mesi che non c’è mai, voi volete la guerra! Sono pronto a occupare il consiglio, fate venire il presidente, è una vergogna! Al posto mio l’assessore Febbo avrebbe rotto i tavoli”. Marsilio, appena entrato in aula, ha replicato: “Convocheremo un Giurì d’onore, Pettinari. Io sono sempre in aula, basta bugie. Non sono tenuto a stare qui a sentire le risposte degli assessori alle interrogazioni. Sturi le orecchie: sono qui dalle 11.30”.

Dopo le accuse al governatore, Marco Marsilio, di assenza dalla seduta del consiglio regionale “per pranzare”, lo scontro con il Movimento 5 stelle è continuato anche durante la discussione del progetto di legge sulla disciplina delle assegnazioni della case popolari nel corso della odierna seduta del Consiglio regionale. Il consigliere pentastellato Domenico Pettinari, durante la discussione generale, ha attaccato su un aspetto particolare: il comma 3 dell’articolo 7, secondo cui non possono accedere alle assegnazioni o devono essere cacciati coloro che hanno riportato una condanna, anche in primo grado, per reati connessi alle violenze domestiche, mentre bisogna arrivare a una condanna passata in giudicato, quindi dopo tre gradi di giudizio, per tutti gli altri reati.

“Fate rimanere i criminali nelle case popolari”, ha tuonato Pettinari, “quando dite che state irrigidendo la norma fate solo propaganda. Volete dire che siete più a destra della destra e poi lasciate i mercanti di morte nelle case. I reati domestici sono il 10% del totale di quelli commessi negli alloggi popolari: gli altri sono il 90%. Da lei, presidente Marsilio, mi aspettavo di più”

“Adesso è alleato con D’Alfonso, chieda a lui”, ha replicato Marsilio, ironicamente, dal suo scranno. Il governatore, nel suo intervento, ha rincarato la dose. “Ho sentito un intervento di raro analfabetismo costituzionale e giuridico”, ha detto Marsilio, “abbiamo sentito un consigliere che viene qui a reclamare il diritto di una legge regionale di andare contro una legge dello Stato. Non è così. Lei non ha capito nulla, gliel’hanno spiegato tante volte in commissione. Chi fa violenza domestica viene allontanato dal nucleo familiare, in virtù di atti precauzionali nei confronti delle vittime che continueranno a stare in casa senza avere l’orco. Anche se la condanna non è ancora passata in giudicato. Non faccia la gara a chi è più sceriffo, sennò dovrei dirle guardi bene con chi si accompagna, con chi è alleato politicamente (Pd, ndr). In tal caso dovrebbe essere lei a rispondere alla domanda: “Perché gli spacciatori stanno a piede libero e non in galera?”. Chi è che fa le leggi che consentono agli spacciatori di restare a piede libero, perché prevale la cultura della modica quantità, del permissivismo, del fatto che drogarsi non è un reato? Le consiglio di andare dal suo ministro della Giustizia e faccia preparare una legge come quella che fece approvare il centrodestra”.

A quel punto Pettinari con toni duri ha replicato: “Il presidente non può offendere i consiglieri!”. Poi, momenti di tensione.

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