L’Aquila. La sinergia di quattro splendide voci e l’emozione di una città in rinascita. Cala il sipario sulla Perdonanza Celestiniana, giunta quest’anno alla sua 725esima edizione. Nella serata di chiusura il concerto, nella splendida cornice della Basilica di Collemaggio, ha riscaldato il pubblico di una città ancora piena di ferite. Ma come tutte le cose belle, l’Aquila ieri sera ha dato prova del suo coraggio e della voglia di rinascita.
Sul palco Fiorella Mannoia, Luca Barbarossa, Noemi e Paola Turci, che con le loro voci hanno letteralmente incantato le tantissime persone giunte all’Aquila. Dopo un pomeriggio di prove in albergo, causa maltempo, documentate tramite social dagli artisti, i quattro hanno donato al popolo abruzzese la propria arte e la sensibilità scenica.
A presentare la serata Fiorella Mannoia, accompagnata da giovani musicisti e dalla sua band, guidata da Carlo di Francesco, che ha aperto e chiuso il concerto, ultimo appuntamento di questa edizione della Perdonanza. Lo spettacolo è stato un susseguirsi di esibizioni singole e duetti inediti. La cantante di “Che sia Benedetta”, successo portato sul palco del Festival di Sanremo nel 2016, ha coinvolto il pubblico con alcuni suoi brani, per poi invitare sul palco la Turci, definendola “un’amica speciale sempre presente e che risponde positivamente alle iniziative che più le stanno a cuore”.
Le due hanno ricordato Lucio Dalla sulle note di “Anna e Marco”, definendolo “un amico di tutti”. Emozioni e aneddoti poi tra Paola Turci e Luca Barbarossa, che hanno cantato insieme “Via Margutta”, cavallo di battaglia del cantante e della romanità. L’ultima volta la cantarono insieme 30 anni fa, dopo l’esordio di Paola Turci nel suo primo festival di Sanremo, e che i due hanno portato sul palco di Collemaggio per ricordare il loro primo incontro. “Luca è stato uno dei primi a notarmi”, ha raccontato la cantante di “Fatti bella per te”, “a Sanremo mi esibii per ultima e non mi vide nessuno, lui si: è stato il mio Pippo Baudo”.
Dopo il duetto è salita sul palco Noemi e, sulle note di “Non smettere mai di cercarmi”, le due hanno stupito il pubblico con il successo sanremese della cantante di “Vuoto a perdere”. Gran finale con “La storia siamo noi” di Francesco De Gregori e “Quello che le donne non dicono”, storico successo della Mannoia.
I saluti finali sono stati affidati a Leonardo De Amicis, direttore d’orchestra che ha accompagnato i bravissimi ragazzi del conservatorio “A. Casella” dell’Aquila. “Vedere la basilica di Collemaggio restituita all’antica bellezza riempie il cuore”, ha spiegato la Mannoia sul palco. Lei che torna, dopo 10 anni, insieme ai suoi amici, a seguito del sisma che ha colpito la città aquilana.
“È la prima volta che partecipo a questa manifestazione”, ha raccontato Paola Turci, “quando Fiorella mi ha invitato ho detto subito di si. Ero a Roma la sera che il terremoto ha colpito la città e mi ricordo che fu sconvolgente. Venni qualche tempo dopo e vedere una città che conoscevo molto bene completamente sfigurata è stato dolorosissimo. Purtroppo oggi non abbiamo avuto tempo di visitare la città, causa maltempo. Ci sono ancora ferite aperte e forti, oltre il dolore: ma questa serata è stata magica e un’emozione unica, simbolo di una città che rinasce”.
Fiorella Mannoia e Paola Turci saranno di nuovo insieme domenica, a Milano, sul palco di Emergency, in ricordo di Teresa, moglie di Gino Strada.


